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La Dayco annuncia 135 esuberi e scattano 4 giorni di sciopero, il sindaco riconsegna la fascia tricolore al prefetto

Ieri la comunicazione ufficiale dell'azienda, che non ha ancora presentato un piano industriale. Di Primio chiede alle istituzioni regionali e nazionali di evitare l'ennesima batosta all'economia locale

La Dayco annuncia 135 esuberi su 600 lavoratori degli stabilimenti di Chieti e Manoppello e scatta lo sciopero di quattro giorni, a partire da oggi e fino a sabato (8 luglio). La notizia è stata svelata ieri (martedì 4 giugno) dall’amministratore di Dayco Mondo Nick Orlando, nel corso di un incontro con in sindacati nella sede Confindustria. E questa mattina è scattata la protesta.I sindacati, ovviamente, non ci stanno e annunciano lotta nei confronti dell’azienda che ha motivato la decisione con il miglioramento della competitività.

I licenziamenti previsti dal management scatterebbero a fine anno: a Chieti sono previsti 25 esuberi negli uffici, 30 nello stabilimento uno, 20 nel settore Ricerca e sviluppo. Per quanto riguarda la sede di Manoppello, invece, il taglio riguarderebbe 20 persone dello stabilimento tre e 40 del magazzino. Ma la preoccupazione, già profondissima, è ancora più grande, considerato che l'azienda non ha presentato un piano industriale che rassicuri almeno sul destino degli altri 465 posti.

Stamani in centinaia si sono radunati davanti ai cancelli dello stabilimento di via Papa Leone XIII, alle 11, per l’assemblea sindacale. Un’oretta dopo è arrivato anche il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, per portare solidarietà ai lavoratori. Dopo l’incontro, come segno di protesta, ha consegnato la fascia da sindaco al capo di gabinetto del prefetto Antonio Corona. “Spero che ciò possa far comprendere al management della Dayco - ha spiegato - la forte apprensione e attenzione del governo cittadino per la vicenda”. Al prefetto, il sindaco ha chiesto di “conservarla fin quando questa vicenda non sarà trattata con la dovuta attenzione da parte del Governo e dalla Regione, con il solo e unico obiettivo di restituire speranza ai lavoratori”. 

Per Di Primio, quanto sta accadendo alla Dayco è “uno scippo al territorio, un’ulteriore batosta sulla già provata economia locale, una vergogna il modo in cui non vi sia rispetto per le istituzioni da parte di questa azienda che già si era seduta al tavolo con la Regione per trovare una soluzione”. 

E ancora: “Una grande irresponsabilità mettere alla porta chi ha fatto grande questi stabilimenti senza curarsi del futuro del territorio e delle famiglie. Il mio è un appello all'unità affinché tutti, al tavolo del Ministero, siano consapevoli che la salvaguardia dei posti di lavoro del nostro territorio sono un'emergenza nazionale e non soltanto locale”.

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