Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Goletta Verde: acque molto inquinate a Vasto e Francavilla

Tre punti fortemente inquinati nel chietino dall'analisi dei biologi di Legambiente. Lungo tutta la costa presenti delle consistenti falle nel sistema depurativo regionale

Goletta Verde di Legambiente ha presentato i risultati delle analisi del monitoraggio sulla salute del mare abruzzese. Tre i punti critici individuati sulla costa teatina, “definiti fortemente inquinati”: Fosso Marino a Vasto, lago Dragoni a Torino di Sangro e il Foro a Francavilla al mare; mentre La Foce a Torino di Sangro è stata classificata inquinata.

Il prelievo a Ortona, almeno, nei pressi del Lido Riccio, ha presentato livelli di inquinamento batterico “entro i limiti di legge”.

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione in Italia, un sito è definito fortemente inquinato quando gli enterococchi intestinali sono maggiori di 400 UFC/100 ml e/o gli echerichia coli maggiori di 1000 UFC/100 ml.

A Vasto Marina, il campione, analizzato presso il Fosso Marino è stato prelevato all'interno del canale in cui è presente una forte risalita di acqua proveniente dal mare. Nel sito fino all'anno scorso era presente il divieto di balneazione, mentre quest'anno la zona è stata dichiarata balneabile.

Alti valori batteriologici anche nel comune di Torino Di Sangro, in località Lago Dragoni, presso il Fosso del Diavolo: qui al momento del campionamento erano presenti numerosi rifiuti sia all'interno del fosso che sulla spiaggia.

A Francavilla al Mare, zona Foro, in via Tosti, il prelievo è stato effettuato presso il Fosso San Lorenzo, dove le acque sfociano a mare in un tratto di spiaggia libera abitualmente frequentata da bagnanti. I tecnici segnalano che al loro passaggio dal canale provenivano odori di fognatura e la zona appariva particolarmente degradata anche per la vicinanza di una sosta camper utilizzata come discarica.

Nel comune di Rocca San Giovanni, infine, sono state indagate le acque della spiaggia accanto al fosso Valle Grande in località La Foce.

La fotografia di Legambiente è critica un po’ in tutto l’Abruzzo: qui ben nove punti campionati sono risultati “fortemente inquinati” e due “inquinati”. Gli altri siti segnalati sono viale Primo vere e due punti su lungomare Matteotti a Pescara, assieme a  Silvi, Pineto, Giulianova e Martinsicuro in provincia di Teramo, dove “si salva” solo Roseto degli Abruzzi.

Dalla provincia di Teramo a quella di Chieti lungo tutta la costa, si evidenziano delle consistenti falle nel sistema depurativo regionale, attualmente ancora lontano da garantire un’adeguata copertura del servizio per tutti i cittadini. “Malauguratamente – commenta  Antonio Sangiuliano, Direttore Legambiente Abruzzo –  i risultati indicano che l’emergenza depurazione riguarda anche questi corsi d’acqua minori, dove nonostante vi sia la normativa regionale che legifera in merito, nella gran maggioranza dei casi non sono esposti neppure dei cartelli informativi sulla qualità delle acque a beneficio dei cittadini. Non può essere sufficiente limitarsi ad apporre divieti di balneazione, che pur restando un atto dovuto nei confronti dei cittadini, non può rappresentare la soluzione al problema”.   

Il monitoraggio di Goletta Verde conferma quanto già emerso dai dati Istat: l’Abruzzo, con il 53,8% è tra le peggiori regioni d’Italia per percentuale di popolazione servita da un efficiente servizio di depurazione.

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