Nicola Cucullo dice no alla fontana di piazza Valignani

Dal residence di Pennapiedimonte l'ex sindaco di Chieti famoso per il "piede di porco", scrive in una lettera i motivi della sua opposizione all'opera in lavorazione davanti al teatro Marrucino.

Nicola Cucullo

Nicola Cucullo dice no alla fontana di piazza Valignani. Dal residente Il Parco di Pennapiedimonte, l’ex sindaco di Chieti lancia il suo appello al successore Umberto Di Primio dal blog Il Censorino teatino.

Dal 1993 al 2004, anni in cui è rimasto sullo scranno più alto di palazzo d’Achille, Nicola Cucullo si è reso famoso in tutta Italia per il piede di porco che aveva l’abitudine di usare per demolire i lavori realizzati male.

E a 84 anni, dal residence in cui è ospite, non smette di seguire le vicende della sua città, compresa la polemica sulla fontana. Proprio lui fu l’artefice delle rotatorie-fontane a piazzale Marconi e nella piazza del Tricalle. Ma al progetto della giunta Di Primio dice no. E lo fa ufficialmente, con una lettera indirizzata a Di Primio, suo vice-sindaco, all’assessore ai Lavori pubblici Mario Colantonio, alla soprintendenza di Chieti, all’arcivescovo Bruno Forte, al direttore del teatro Marrucino, al comandante della polizia municipale.
Ecco la lettera integrale di Nicola Cucullo:

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 “Dal quotidiano “Abruzzo – Il Messaggero” di martedì 22 luglio 2014, a pagina 45 della Cronaca di Chieti, ho avuto modo di leggere l'articolo a firma di Adriano Ciccarone avente per titolo “Di Primio: la nuova fontana per riqualificare il centro” e di apprendere le incredibili notizie in esso contenute, le tante altre pubblicate e reclamizzate anche da altri giornali nei giorni successivi, collegate con la storia ultratremillenaria di Chieti e, quindi, di quell'antico famoso pozzo realizzato tanti secoli fa proprio nello stesso centro della Piazza Valignani, dove i cittadini teatini attingevano l'acqua con le carrucole per riempire le conche e i recipienti per i vari usi domestici e pubblici, della sottostante enorme cisterna, costituito da un “grandissimo locale” di pari ampiezza della soprastante piazza, con le parti perimetrali e l'enorme volta di copertura in muratura di mattoni pieni, utilizzato per i fabbisogni idrici giornalieri della città per tutto l'anno da oltre tre millenni, fino all'epoca moderna in cui venne costruito l'acquedotto della Civitella con i relativi serbatoi alimentati da una grossa condotta idrica di adduzione proveniente direttamente dalla Majella. Di conseguenza la città e i relativi territori interessati vennero dotati di una efficiente rete idrica ancora funzionante che rifornisce Chieti Alta, Chieti Scalo e i territori periferici. Orbene l'attuale Sindaco Umberto Di Primio, assieme all'Assessore Comunale Mario Colantonio nel presentare l'opera progettata dagli Architetti associati Augusto Capone e Gianfranco Scastiglia, che prevede una fontana luminosa, disegnata e progettata nel “salotto della città”, per la “qualificazione urbana del centro storico”, hanno spiegato che la fontana sorgerà al Centro della Piazza Valignani, circondata dal Palazzo della Curia Arcivescovile e dal Teatro Marrucino, come pure da altri quattro edifici importanti. Si è appreso anche che il progetto complessivo del costo di 250 mila euro prevede anche la installazione di tre panchine in metallo in Piazza Valignani,tre in Piazza G.B.Vico e una in Piazza Martiri della Liberta che sono in pietra. I cittadini di Chieti sono contrari all'iniziativa per oltre l'80%. Ne consegue che per reazione il Sindaco Di Primio ha degradato tutti i Consiglieri con delega tranne uno: il Consigliere Comunale, Capogruppo del Gruppo Misto, Enrico Bucci, il quale aveva riconsegnato la delega già da due anni, senza che alcuno ne avesse avuto notizia.Tutto ciò premesso, finanche dai sondaggi effettuati su Facebook, spunta una fontana in Piazza Valignani di Chieti, correlata da un fiume di pareri negativi e dalla indignazione degli abitanti di Santa Maria Calvona che aspettano ancora i soldi per i danni provocati dalla frana. Si può comunque dire che è in atto uno scontro politico dai toni ormai da considerare “pre elettorali” per cui è stato inviato un esposto da parte di un Consigliere di opposizione alla Procura della Repubblica per denunciare una serie di anomalie nel cantiere aperto in Piazza Valignani dove dovevano partire i lavori per la realizzazione. Della fontana che, per come è stata prevista, non riqualifica e non qualifica, ma semmai squalifica il Centro Storico per l'enorme sproporzionata dimensione del suo diametro di metri 7,28 che spacca la città in due parti e preclude nel contempo il passaggio delle auto alle sei strade che confluiscono o defluiscono il traffico nel cuore del Centro Storico da sei edifici molto importanti che perimetrano la Piazza Valignani, dove attualmente confluiscono tutte e sei le strade del centro cittadino. Della fontana che, per come è stata prevista, non riqualifica e non qualifica, ma semmai squalifica il Centro Storico per l'enorme sproporzionata dimensione del suo diametro di metri 7,28 che spacca la città in due parti e preclude nel contempo il passaggio delle auto alle sei strade che confluiscono o defluiscono il traffico nel cuore del Centro Storico da sei edifici molto importanti che perimetrano la Piazza Valignani, dove attualmente confluiscono tutte e sei le strade del centro cittadino. Tutto questo premesso, io Nicola Cucullo, oggi semplice cittadino di Chieti, ma pur sempre innamorato della mia città, dichiaro di essere contrario alla realizzazione di qualsiasi fontana e in prima istanza suggerisco al Sindaco di Chieti di desistere dal suo proposito per le seguenti principali motivazioni: 1) Spazio: non ce n'è, tant'è che quanti abbatterono gli antichi edifici per costruire Corso Marrucino non previdero alcuna fontana, proprio per non creare ostacoli alla viabilità ed all'ingresso del Teatro. 2) Impatto Architettonico:  Forte e negativo rispetto agli edifici esistenti ivi inclusa la cupola della Chiesa di San Francesco. 3) Modernità della Fontana: E' incomprensibile e inaccettabile per la storia che ha Chieti e che pochi conoscono. Propongo pertanto in seconda istanza di ridare luce al “Pozzo” patrimonio storico – archeologico – culturale di Piazza Valignani mettendo in evidenza le bellezze ipogee, poiché solo così si potrà restituire un pezzo di identità alla Città di Chieti”.

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