Cronaca

Crollo Trabocco del Turchino, perquisizioni al Comune di San Vito

Nuovo capitolo nell'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Lanciano: il sindaco Rocco Catenaro ora è indagato con l'accusa di presunto reato ambientale

Per il crollo del Trabocco del Turchino, avvenuto a luglio scorso sotto impietose raffiche di vento, la Procura di Lanciano ha iscritto nel registro degli indagati il sindaco Rocco Catenaro. L'accusa è di presunto reato ambientale, legato alla distruzione o alterazione di bellezze naturali soggetti a speciale protezione, oltre al presunto reato dell'obbligo giuridico di impedire l'evento, equivalente ad averlo cagionato in presenza di eventuali omissioni.

Contestualmente, il procuratore Francesco Menditto ha disposto una perquisizione nell'ufficio tecnico del Comune di San Vito per acquisire tutti gli atti amministrativi relativi all'indagine. La Procura intende accertare se ci siano stati ritardi sulle opere di manutenzione del trabocco, prima che si decidesse la sua totale ricostruzione per un costo di oltre 120mila euro, di cui 40mila finanziati dalla Regione Abruzzo e il rimanente a opera di sponsorizzazioni da parte di due aziende teramane.

Sul crollo del trabocco, Menditto aveva anche disposto una perizia tecnica che accertasse le cause. Dopo il crollo, la Capitaneria di Porto di Ortona aveva acquisito alcuni atti in fotocopia. Il Trabocco del Turchino è un vero e proprio patrimonio della storia abruzzese, in quanto questa macchina da pesca, risalente alla seconda meta' dell'Ottocento, è stata anche citata da Gabriele D'Annunzio in un suo romanzo.

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