Crollo alle "Industriali": famiglie preoccupate, gli studenti non entrano a scuola

Protesta degli allievi del "Di Savoia" dopo l'episodio di sabato. Stampone si fa portavoce delle famiglie: "Al primo piano viene giù l'intonaco appena si prova ad appoggiare una penna"

Gli studenti dell’IIs "Luigi Di Savoia" protestano per chiedere sicurezza nelle aule. Dopo l’episodio di sabato scorso, quando si è sfiorata la tragedia, con il crollo di una parte della controsoffittatura durante le lezioni che ha colpito un alunno, ferendolo lievemente, questa mattina gli studenti non sono entrati in classe e sono rimasti in presidio lungo via d'Aragona.   

Sulla questione è intervenuto anche il commissario cittadino dell’Udc, Remo Stampone, che si sta facendo portavoce delle famiglie preoccupate: "Lo spiacevole accadimento di sabato mattina in una aula al piano terra di Chimica – commenta - è la punta dell'iceberg di una situazione che non può più andare avanti.La situazione dell'istituto, mi raccontano alcuni ragazzi e genitori, è importante e non riguarda solo quell'aula o alcune aule. Ci sono frequenti infiltrazioni di acqua nei corridoi appena si verifica una pioggia intensa, in tantissime aule al piano terra e al primo piano viene giù l'intonaco appena si prova ad appoggiare una penna. Sono venute a mancare le condizioni sufficienti a garantire la sicurezza e la salute dei ragazzi che in più di 1600 frequentano l' Istituto, e a questo punto i proclami a fini elettorali non servono più”. 

Gli alunni da tempo manifestano per richiamare l'attenzione della Provincia su tali criticità. L’Ente già nel 2015 aveva stanziato dei fondi per gli interventi di messa in sicurezza ma i lavori, in realtà, non sono stati ancora appaltati e dall’ente attendono l'arrivo di altri fondi. 

“Senza alimentare e generare immediati allarmismi – riprende Stampone - è un problema che non può più attendere tempo.Le istituzioni, l'amministrazione comunale per quanto concerne la sicurezza pubblica e la Provincia fino alla Regione, devono intervenire immediatamente appaltando i lavori che occorrono, si potrebbero chiudere parti dell'edificio e iniziare i lavori di massima urgenza: i ragazzi per la loro salute e sicurezza sarebbero anche disposti a fare doppi turni di orari di lezione. L'ITIS  - conclude - è un Istituto storico ed è una eccellenza, deve restare in città, non può essere spostato altrove. Lo si fece per gli stessi motivi per l'istituto d'Arte che trovò spazi nell'ex Ciapi, ma nelfrattempo il vecchio istituto è rimasto uno scatolone vuoto, in attesa di fondi e interventi, penalizzando di fatto famiglie, alunni e la città. Quindi con tutte le forze siamo a sostenere e ribadire gli interventi di massima urgenza".

Intanto per domani  rappresentanti degli studenti sono riusciti a ottenere un incontro, alle 13, con il presidente della Provincia.

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