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Criticità nel trasporto malati, la Cisl scrive al direttore della Asl

"Le attività - sottolinea il segretario regionale Martelli - sono concentrate nei tre presidi che possono chiamarsi ancora ospedali a pieno titolo, con conseguente aumento della casistica di urgenze/emergenze a Lanciano, Vasto e Chieti"

La Cisl Fp di Chieti denuncia le criticità dell’organizzazione del servizio dei trasporti in regime di urgenza/emergenza di Lanciano.

In una lettera indirizzata al direttore della Asl Lanciano-Vasto-Chieti si chiede un intervento risolutivo e a breve termine.

"L’Azienda non ha ancora realizzato un piano unico sui D.E.A. e su tutto ciò che riguarda la rete di Emergenza/Urgenza e 118, nonostante siano trascorsi oltre 5 anni dalla sua nascita. Si procede "a macchia di leopardo" - denuncia il segretario regionale Gabriele Martelli - affrontando, in maniera disorganica, le problematiche via via che si presentano e adottando volta per volta provvedimenti tampone".

Per il sindacato, inoltre, non è accettabile che nella provincia di Chieti si sia arrivati praticamente a concentrare le attività nei tre presidi "che possono chiamarsi ancora ospedali a pieno titolo, con conseguente aumento della casistica di urgenze/emergenze presso i pronto soccorso di Lanciano, Vasto e Chieti.

L'aumento dell'afflusso delle prestazioni presso i tre presidi ospedalieri - dichiara ancora Martelli - non corrisponde a un proporzionale potenziamento delle strutture 'superstite', nè in termini di attrezzature, mezzi e nè di personale.  Tutto è lasciato alla buona volontà e alla coscienza dei singoli operatori che si prodigano alla meglio per sopperire a carenze organizzative e strutturali".

E ancora: "Il personale infermieristico svolge attività di pronta disponibilità diurna nei giorni feriali, non prevista dal ccnl Incongruenza già soppressa presso altri servizi dello stesso presidio e presso altre strutture dalla Asl. Il personale reperibile viene utilizzato, non solo per vere situazioni di emergenza/urgenza, ma anche per il trasporto di pazienti che devono effettuare esami diagnostici programmati molto spesso da diversi giorni e/o dimissioni programmate. Tutto questo lascia scoperto il servizio per diverse ore e se in questo lasso di tempo si rende necessario attivare un trasporto in regime di urgenza/emergenza si tampona spesso con altro personale "reperibile per i trasporti ordinari” o altro personale in turno e, a volte, non idoneo e addestrato ad assistere pazienti di  area critica. Tutto questo - conclude la Cisl - non rappresenta lo standard di sicurezza che bisogna garantire soprattutto ad un paziente durante il trasporto".

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