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Vertenza Sixty: vertice drammatico a Roma

Il gruppo ha chiesto di avviare la procedura di concordato preventivo. Si fa strada sempre più l'ipotesi del fallimento. Prossima riunione il 16 ottobre

L’incontro sulla vertenza Sixty ieri al Ministero dello Sviluppo Economico ha avuto un epilogo drammatico.

Ancora una volta l'azienda non ha chiarito quale sarà il piano industriale della nuova proprietà e l’amministratore delegato del gruppo tessile, Pietro Bongiovanni, ha chiesto di avviare la procedura di concordato preventivo. La Sixty adesso dovrebbe passare nelle mani di un curatore fallimentare che deciderà se approvare il nuovo piano, quando verrà presentato, o decretare il fallimento della stessa.

Quello che è successo non fa che aumentare la rabbia e le preoccupazioni dei 414 lavoratori di via Piaggio, che vedono prolungata di un anno la cassa integrazione.

Erano assenti ieri al vertice romano sia la proprietà asiatica, la Crescent Hyde Park, che la Regione Abruzzo. Presente, assieme al presidente della Provincia di Chieti, il sindaco Umberto Di Primio, che a margine dell’incontro ha dichiarato: “Ciò di cui ora abbiamo necessità è l’avere certezze sul piano che, nell’ambito del concordato, il professionista incaricato presenterà e, ancor più, di capire quale sia il vero obiettivo della proprietà. Una cosa è sicura: se dovesse passare inutilmente il termine per la consegna del nuovo campionario, si affievolirebbero notevolmente le speranze di vedere ripartire a pieno regime l’attività del sito produttivo di Chieti”.

La prossima riunione al Ministero è convocata per il 16 ottobre. Tutti auspicano che per quella data la proprietà possa finalmente presentare il piano industriale.

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