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Criminalità, un commerciante su tre non si sente sicuro in Abruzzo

Il dossier sui fenomeni criminali presentato da Confcommercio-Gfk Italia

Aumenta in Abruzzo la percezione della criminalità da parte delle imprese: il 32% degli operatori non si sente sicuro. Un dato che supera la media nazionale del 30%, così come l’incremento dei furti che nella nostra regione nell’ultimo anno è stato del 59% (Italia 47%), della contraffazione, pari al 48% (Italia 40%) e dell’abusivismo, del 60% (Italia 52%).

I dati sull’andamento dei fenomeni criminali arrivano dall’indagine condotta tra settembre e ottobre scorsi da Confcommercio in collaborazione con Gfk Eurisko in Italia, presentata il 21 novembre a Roma in occasione della Giornata Nazionale di Confcommercio “Legalità mi piace” alla quale hanno partecipato anche i vertici di Confcommercio Abruzzo.

In Abruzzo è emersa sia una diminuzione della percezione di sicurezza per le proprie attività (Italia 30% - Abruzzo 32%) da parte degli imprenditori commerciali, sia di fiducia nella efficacia delle leggi che contrastano i fenomeni criminali (Italia 92% - Abruzzo 88%).

“A tutela delle aziende commerciali e dell’economia della nostra Regione – hanno dichiarato il presidente e il direttore regionale di Confcommercio Abruzzo, Roberto Donatelli e Celso Cioni - siamo disposti ad incentivare la nostra collaborazione, peraltro sempre attiva negli ultimi anni, con le Forze dell’Ordine, incoraggiando il dialogo tra queste ed il mondo imprenditoriale che noi rappresentiamo, sollecitando adeguati e costanti controlli e soprattutto auspicando una efficace azione repressiva nei confronti delle condotte criminali che minacciano la sopravvivenza delle nostre imprese penalizzando la nostra economia”.


 

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