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Crac Villa Pini, il pm chiede 12 anni per Vincenzo Angelini

Chiesti sette anni per la moglie e tre anni per la figlia. Il magnate della sanità nel 2008 fece scattare l'inchiesta della procura di Pescara che decapità la Giunta regionale di centrosinistra guidata da Ottaviano Del Turco

Nel processo per bancarotta fraudolenta del gruppo Villa Pini, il pm Pietro Mennini ha chiesto la condanna a 12 anni di reclusione per Vincenzo Angelini, il 'grande accusatore' che nel 2008 fece scattare l'inchiesta della procura di Pescara che decapità la Giunta regionale di centrosinistra guidata da Ottaviano Del Turco.

Chiesti sette anni di carcere per la moglie Anna Maria Sollecito, accusata come l'ex magnate della sanità abruzzese di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, e tre anni e sei mesi per la figlia Chiara. Cinque anni di reclusione sono invece stati chiesti per i tre componenti del collegio sindacale di Villa Pini, Lorenzo Appignani, Eugenio Ascione e Giovito Di Nicola, accusati di omesso controllo.

Secondo il curatore fallimentare del gruppo, l'avvocato Giuseppina Ivone, il crac della clinica privata Villa Pini è addebitabile "alle distrazioni che si sono realizzate almeno per 30 milioni di euro dal 2005 al 2010". Per la difesa di Angelini la crisi del gruppo è addebitabile, invece, al mancato versamento di 150 milioni di euro da parte delle Asl.

SANITOPOLI - Oggi in corte d'Appello a L'Aquila si svolge l'udienza di secondo grado in cui è prevista l'arringa dell'avvocato Giuliano Milia che parlerà in difesa di Lamberto Quarta ( ex Segretario genarle della Presidenza), Camillo Cesarone( ex Capogruppo Pd), Ottaviano Del Turco (Governatore Abruzzo).

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