Ex Berardi: il consiglio ratifica l'accordo di programma, ma Di Paolo si oppone

Per il capogruppo di Giustizia Sociale trasferire gli uffici in via Ferri porterà ad un ulteriore svuotamento del centro

Rinviato a venerdì (15 gennaio) perché non c’era più il numero legale, nella prima parte della seduta di questa mattina (mercoledì 13 gennaio) il consiglio comunale ha fatto in tempo ad approvare la ratifica dell’accordo di programma fra l’Agenzia del Demanio e il Comune, per il recupero funzionale della ex caserma Berardi, con la modifica urbanistica al piano regolatore generale

Un atto necessario perché solo con questo passaggio, entro 30 giorni dalla firma dell’Accordo, la struttura, da caserma militare, potrà ospitare il cosiddetto polo della pubblica amministrazione, ossia carabinieri, guardia di finanza, forestale, agenzia delle entrate, catasto, monopoli, uffici provinciali del lavoro, tesoreria provinciale e, forse, una scuola superiore, probabilmente il liceo scientifico. 

Il Demanio affiderà al provveditorato alle Opere pubbliche le progettazioni necessarie agli adeguamenti funzionali dei fabbricanti esistenti. Poi inizieranno gli interventi da 15 milioni di euro. E, secondo cronoprogramma, entro metà dicembre 2019 sarà tutto pronto

Il consiglio, si diceva, ha votato favorevolmente all’unanimità, ad eccezione del capogruppo di Giustizia Sociale, Bruno Di Paolo, che ha motivato così la sua opposizione al progetto. “Questa iniziativa tornerà utile solo alo Stato, perché il Governo risparmierà, in media, 2 milioni di euro di affitti l’anno. Ma qualcuno si è chiesto chi verrà più in centro storico quando tutti gli uffici statali verranno accorpati nel sito dell’ex Berardi?”. 

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“La verità - ha proseguito - è che la riconversione della caserma Berardi darà il corpo mortale alla città ed alla sua economia quotidiana. Sono 2mila le persone movimentate ogni giorno in città dagli uffici pubblici, dove lavorano 760 dipendenti che, quotidianamente, raggiungono in particolare il Colle. Chieti diventerà una città fantasma con le attività commerciali costrette a chiudere”.

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