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Corte costituzionale boccia la Regione Abruzzo: "I cacciatori stiano fuori dal controllo della fauna"

Bocciata la norma con cui la Regione aveva affidato ai cacciatori i piani di uccisione degli animali selvatici

A seguito del ricorso di Enpa, Lav, Lega Nazionale Difesa del Cane, la Corte Costituzionale ha bocciato la norma con cui la Regione Abruzzo (legge 10/2004, articolo 44 commi 2 e 6 lettera c) aveva affidato ai cacciatori i piani di uccisione degli animali selvatici. Ciò significa che i cacciatori non potranno più essere coinvolti nei piani di “controllo” della fauna. La questione era stata sollevata dal Tar Abruzzo a fine gennaio 2018.

"Si tratta di una sentenza chiarissima, inequivocabile, che conferma ancora una volta il dettato della legge nazionale, la 157/92, mentre risulta in tutta la sua evidenza come le forzature che sono state praticate da diverse Regioni siano espedienti tesi ad affermare un surrettizio regime di caccia attraverso il cosiddetto controllo della fauna selvatica", dichiarano Enpa, Lav, LNDC.

"La stessa legge nazionale al medesimo articolo 19, oggetto della violazione, esplicitamente impone alla Regioni il ricorso ai metodi ecologici, obbligatoriamente e prioritariamente, anziché ai fucili, i quali possono rappresentare solo l’extrema ratio. Quella del ricorso alla prevenzione e ai metodi ecologici – concludono le associazioni – è la strada da percorrere. D’altro canto sono decenni che, per amore dei cacciatori, si fa ricorso illegittimamente a massacri di fauna, già di per sé inutili".

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