Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Lanciano

Crescono le aggressioni in ospedale, la Asl organizza un corso di formazione per gli operatori sanitari

Negli ultimi cinque anni, nell'azienda sanitaria Lanciano Vasto Chieti sono state registrate 30 aggressioni, ma molte sono quelle non denunciate. Ora si corre ai ripari con il progetto "Più forti della violenza", che prevede anche lezioni di autodifesa

Sono trenta le aggressioni subite e segnalate negli ultimi cinque anni dagli operatori della Asl Lanciano Vasto Chieti: è la punta dell’iceberg, poiché non tutti gli episodi vengono segnalati, ma si evince un aumento nel corso dell'anno. Sono stati registrati sei casi nel 2014 e altrettanti nel 2015, quattro nel 2016, otto nel 2017 e sei nel solo periodo da gennaio a maggio di quest’anno. Per due terzi (20 casi) si è trattato di violenza verbale, ma in dieci casi si è arrivati alla violenza fisica. I dati emergono dall’«incident reporting» della Asl sul periodo 2014-2018, curato dall’unità operativa Qualità accreditamento e risk management che, su richiesta del direttore generale, Pasquale Flacco, ha predisposto un apposito e articolato progetto aziendale, in più fasi, denominato “Più forti della violenza”. L’obiettivo è di migliorare la conoscenza del fenomeno, sensibilizzare gli addetti ai lavori, ma anche i cittadini, e creare un sistema di sostegno, anche psicologico, per gli operatori vittime di aggressioni.

Una parte del progetto comincia domani (giovedì 21 giugno), a Lanciano, dalle ore 8 alle 18, nella ex Casa di conversazione, con il primo di tre corsi di formazione sulla violenza verso gli operatori sanitari, destinati a infermieri, medici, psicologi, assistenti sociali, operatori socio sanitari, ma anche altre figure che lavorano a contatto con gli utenti, come gli addetti al front office e i vigilantes. Sono 60 gli iscritti. Gli altri appuntamenti sono per il 15 novembre nel centro servizi multiculturali di Vasto e il 16 novembre nell’ospedale di Chieti.

Chi viene aggredito? Secondo le segnalazioni, soprattutto gli infermieri (54%), poi i medici (26%), altri operatori (11%) e vigilantes o forze dell’ordine (9% dei casi). Gli aggressori sono prevalentemente i pazienti (64%), i loro familiari (21%) e addirittura pazienti e familiari insieme (7%), altri utenti (4%) e un altro 4% di figure non definite. Una parte significativa degli eventi è stata registrata nelle varie strutture sanitarie di Chieti (13), altri sette a Vasto, quattro ciascuno a Lanciano e Ortona, uno ad Atessa e uno a Guardiagrele.

Le unità operative prevalentemente coinvolte sono il Servizio dipendenze, il Pronto soccorso e il Dipartimento salute mentale.

Il corso intende innanzitutto fornire agli operatori indicazioni che possano aiutarli a curare le relazioni con gli utenti, a riconoscere e gestire in tempo i comportamenti aggressivi, nonché a prevenirli e mettersi in sicurezza (saranno presenti tra i relatori un maestro di arti marziali e di difesa ed esperti delle forze dell’ordine nonché psichiatri, psicologi e sociologi).

Spiega la coordinatrice del progetto e responsabile dell’unità operativa Qualità accreditamento e risk management, Maria Bernadette Di Sciascio:

Il fenomeno delle aggressioni a danno degli operatori sanitari è complesso e, per contrastarlo, occorrono interventi strutturali e più formazione. Siamo sicuri che questa iniziativa avrà un effetto positivo anche sull’assistenza sanitaria, con un miglioramento del livello di qualità e sicurezza delle cure.

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