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Il sindaco di Atessa scrive a Conte: "I lavoratori pendolari viaggiano ammassati sui pullman"

Borrelli chiede maggiore chiarezza sul trasporto pubblico per pendolari che "viaggiano senza nessuna protezione e in barba a ogni decreto"

Il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, dopo un sopralluogo delle aziende della Val di Sangro ha inviato una lettera indirizzata al premier Conte, al presidente della Regione e al capo della Protezione civile. Nell'emergenza Coronavirus, Borrelli chiede "interventi e regole anche per quanto riguarda il trasporto pubblico, quello dei lavoratori pendolari, ammassati nei bus senza nessuna protezione e in barba a ogni decreto". 

"In quest’area industriale -si legge nella lettera - si muovono decine di migliaia di operai e impiegati pendolari, provenienti anche dalle regioni limitrofe, alle dipendenze sia delle grandi multinazionali dell’automotive, sia delle numerose aziende dell’indotto. La maggior parte dei lavoratori contano sul trasporto pubblico regionale - aggiunge Borrelli - per recarsi nel proprio posto di lavoro, con numerosi pullman che arrivano e partono, e il servizio di navetta interno all’area, di cui usufruiscono per raggiungere le proprie aziende, dopo che gli autobus si fermano negli stalli assegnati". 

A questo punto Borrelli chiede "a nome di questo territorio" una maggiore chiarezza circa le vostre previsioni per le aziende sul’individuazione delle attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione” e la gestione sanitaria delle attività essenziali".

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