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Coronavirus, l’emergenza non ferma i pescatori abusivi: sequestri della guardia costiera di Ortona

Sanzionati due pescherecci intenti all’attività di pesca in zone vietate. Sequestrata attrezzatura per la pesca di frodo ed evitato l'abbandono di rifiuti

Prosegue l’attività di vigilanza della guardia costiera a tutela dell’ambiente marino costiero. Sono numerosi i sequestri da parte del personale della capitaneria di porto di Ortona nelle ultime settimane a carico di pescatori abusivi che, nonostante le limitazioni imposte dal Governo per l’emergenza sanitaria in atto, continuano a violare le regole, a danno dell’ambiente marino e delle specie ittiche in riproduzione.

In pochi giorni, infatti, sono stati sequestrati più di venti attrezzi tra cestelli e nasse, oltre ad alcune centinaia di metri di reti da posta, rilasciando in mare il pesce ancora vivo al loro interno. L'intervento ha reso possibile restituire al libero uso diverse zone di mare evitando il danneggiamento dell’ambiente marino costiero, causato dall’abbandono sui fondali di reti, plastiche, nylon, blocchi di cemento e tondini di ferro utilizzati per la pesca illegale, a tutela della riproduzione di diverse specie di piccoli pelagici

L’incrocio delle informazioni e dei dati acquisiti dai sistemi satellitari di controllo ha consentito, inoltre, di rilevare e sanzionare due pescherecci intenti all’attività di pesca in zone vietate. 

La guardia costiera fa sapere, inoltre, che continuano le attività di controllo sul rispetto delle restrizioni discendenti dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 lungo l’intera costa provinciale nell’ambito della quale, i militari della capitaneria di porto di Ortona vigiliano sul corretto svolgimento delle attività di pulizia degli arenili condotte da parte dei concessionari e gestori degli stabilimenti balneari. 

L’attuale limitazione delle attività antropiche sulla costa ha fatto registrare, da parte delle motovedette della guardia costiera, un aumento di avvistamenti di delfini mentre sulle spiagge, in più punti del litorale ortonese, sono stati rinvenuti dalle pattuglie dei militari diversi nidi con uova di uccello fratino che sono stati immediatamente segnalati alle articolazioni locali del Wwf.

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