Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Vertice in Regione: "In Abruzzo resta solo un caso di coronavirus, no focolaio"

Il presidente Marsilio ha fatto sapere che l’Abruzzo non vedrà mutata la sua classificazione di ‘regione senza cluster’: "Il contagio è stato esterno - spiega - e non c’è alcun focolaio del virus sul nostro territorio”

“Nonostante il caso accertato a Roseto, l’Abruzzo non vedrà mutata la sua classificazione di ‘regione senza cluster’, in quanto il contagio è stato esterno e non c’è alcun focolaio del virus sul nostro territorio regionale”. Lo ha detto il presidente della Regione Marco Marsilio ieri durante il vertice convocato in Regione assieme all'assessore alla Salute, Nicoletta Verì e a cui hanno partecipato i consiglieri regionali, alcuni sindaci e parlamentari, rappresentanti delle prefetture, delle Asl e della Protezione Civile.

Marsilio ha anche spiegato che la nostra regione non adotterà alcuna iniziativa difforme da quanto previsto dalle linee guida nazionali e proprio per questo non ci sarà, al momento, alcun provvedimento di chiusura di scuole o di uffici pubblici, in linea con le indicazioni del Ministero della Salute e del Commissario di Governo.

Fino a ieri in Abruzzo sono stati eseguiti 37 test per il Covid: di cui 33 risultati negativi, 1 positivo, mentre 3 sono in corso.

"E' nostro dovere combattere sì il contagio dall'infezione, ma anche e soprattutto il contagio dalla psicosi". L'assessore Verì ha confermato che c'è massima attenzione sulla gestione di ogni singola segnalazione, ricordando, però, che fino ai risultati delle controanalisi dell'Istituto Spallanzani di Roma, non si può parlare di caso accertato. "Per la diagnosi certa - ha sottolineato - ci atteniamo a tutti i protocolli nazionali, ma per far fronte a un possibile aumento delle richieste di test nel laboratorio regionale di riferimento a Pescara, abbiamo aumentato la capacità di analisi dei campioni a 80 tamponi al giorno, a fronte dei 25 che potevano essere processati nei primi giorni dell'emergenza".

Per oggi invece è fissata una riunione del Crea, il comitato regionale emergenze, per coordinare le attività dei pronti soccorso e soprattutto per individuare il presidio ospedaliero che si farà carico - eventualmente dovesse insorgere una necessità di questo tipo - dei casi di pazienti contagiati che avessero bisogno del ricovero in rianimazione. 

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