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Diffondono il panico con il vocale su Whatsapp che accusa il commerciante: denunciati per procurato allarme

I carabinieri hanno ricostruito la "catena di Sant'Antonio" sul Coronavirus in città e individuato gli autori: sono un 47enne e due 42enni di Chieti

Pochi giorni fa avevano registrato alcuni vocali su Whatsapp in cui diffondevano la notizia della positività di un commerciante del centro che, a loro dire, non aveva chiuso l'attività pur essendo positivo al Coronavirus, causando il contagio di numerosi clienti. Una fake news che aveva diffuso il panico a Chieti, provocando l'ira del sindaco Umberto Di Primio, che era andato a sporgere denuncia in procura.

Ora, due uomini, sono stati denunciati per quegli incauti messaggi, in cui si paventava il contagio anche del dipendente del negozio, solo perché era stata avvistata un’ambulanza nei pressi della sua abitazione situata nel centro città; inoltre, si raccontava addirittura di un blitz dei carabinieri che avevano arrestato il presunto "untore" per non aver rispettato il periodo di quarantena. L’intervento però, era stato richiesto per un’altra persona per un caso “no covid”. Insomma, tutte le notizie riportate nei messaggi erano soltanto bufale.

La stazione di Chieti Principale ha immediatamente dato il via alle indagini, per ricostruire la moderna “catena di Sant’Antonio” e risalire agli autori dei messaggi vocali, che sono stati identificati nel giro di pochissimi giorni: sono un 47enne e due 42enni residenti a Chieti. Si è scoperto che inizialmente i messaggi erano destinati ad una divulgazione quasi “locale”, in quanto i due sono vicini di casa.

I due uomini, uno dei quali si è scusato pubblicamente sul suo profilo Facebook dell’accaduto, sono stati comunque denunciati a piede libero alla procura di Chieti per procurato allarme, nella speranza che questo possa scoraggiare altri a diffondere notizie infondate.

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