Coronavirus, l'ordinanza della Regione Abruzzo: chi torna da zone a rischio deve comunicarlo al medico

Prescrizioni, obblighi e protocolli per evitare la diffusione del Covid 19 a firma del governatore Marsilio

Immagine di repertorio

In Abruzzo non si sono registrati, finora, casi di persone contagiate dal Coronavirus, ma il governatore Marco Marsilio ha firmato un'ordinanza che dispone i comportamenti da adottare e le precauzioni da tenere per evitare la diffusione del Covid 19 nella nostra regione.  

Il documento dispone che scuole, università, uffici delle amministrazioni pubbliche devono esporre negli ambienti aperti al pubblico le informazioni sulle misure di prevenzione emanate dal ministero della Salute, di cui a loro volta sindaci e associazioni di categoria devono promuovere la diffusione.

Gli uffici pubblici e, in particolare, le aree di accesso alle strutture del servizio sanitario, oltre ai locali aperti al pubblico, devono mettere a disposizione soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani. Le aziende di trasporto pubblico, a breve o lunga percorrenza, devono prevedere interventi straordinari di sanificazione dei mezzi. 

Per quanto riguarda le scuole, al momento, fino al 15 marzo 2020, sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Durante i concorsi, deve essere garantita in tutte le fasi un'adeguata distanza di sicurezza. 

Ci sono inoltre disposizioni ben precise per tutti coloro che hanno soggiornato di recente nelle aree della Cina e nei comuni italiani in cui si è verificata la trasmissione locale del Virus, ossia, in Lombardia Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini; in Veneto, Vò. 

L'ordinanza impone che "chiunque abbia fatto ingresso in Italia negli ultimi 14 giorni dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ovvero nei Comuni italiani ove è stata dimostrata la trasmissione locale del virus (allegato 2, l’aggiornamento del quale potrà essere conosciuto attraverso il sito istituzionale del Ministero della salute e della Regione Abruzzo), deve comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale o pediatra di libera scelta. In tutti gli altri casi la comunicazione deve essere fatta ai Servizi di Sanità Pubblica territorialmente competenti. La modalità di trasmissione dei dati raccolti ai Servizi di Sanità Pubblica sarà definita dalla Regione Abruzzo con apposito provvedimento, che dovrà indicare i riferimenti dei nominativi e i contatti dei medici di sanità pubblica".

I servizi di sanità pubblica territorialmente competenti si possono contattare ai seguenti numeri:

  •  al numero dell’emergenza 118, per l’Asl 1 Avezzano Sulmona L'Aquila
  • al numero verde 800 860 146 per l'Asl 2 Lanciano Vasto Chieti
  • al numero dell'emergenza 188 o al numero 333 61 62 872, per l’Asl 3 Pescara
  • al numero verde 800 090 147, per l’Asl 4 Teramo

Saranno poi l'operatore di sanità pubblica e/o i servizi di sanità pubblica a provvedere alla prescrizione della permanenza domiciliare, secondo le seguenti modalità indicate nell'ordinanza firmata da Marsilio: 

  1. ricevuta la segnalazione l’operatore di Sanità Pubblica contatta telefonicamente e assume informazioni, il più possibile dettagliate e documentate, sulle zone di soggiorno e sul percorso del viaggio effettuato nei quattordici giorni precedenti ai fini di una adeguata valutazione del rischio di esposizione;

  2. accertata la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, l’operatore di Sanità Pubblica informa dettagliatamente l’interessato sulle misure da adottare, illustrandone le modalità e le finalità al fine di assicurare la massima adesione;

  3. accertata la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, l’operatore di Sanità Pubblica informa, inoltre, il medico di medicina generale/pediatra di libera scelta da cui il soggetto è assistito anche ai fini dell’eventuale certificazione ai fini INPS (circolare INPS. HERMES. 25 febbraio 2020. 0000716 del 25 febbraio 2020);

  4. in caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l’assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata a INPS, datore di lavoro, e il MMG/PLS in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena, specificando la data di inizio e fine.

L'operatore di sanità pubblica dovrà inoltre accertare l'assenza di febbre o altra sintomatologia del soggetto da porre in isolamento, nonché degli altri eventuali conviventi; informare la persona circa i sintomi, le caratteristiche di contagiosità, le modalità di trasmissione della malattia, le misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi in caso di comparsa di sintomi; informare la persona circa la necessità di misurare la temperatura corporea due volte al giorno (mattina e sera).

Inoltre, è indispensabile informare sul significato, le modalità e le finalità dell’isolamento domiciliare al fine di assicurare la massima adesione e l’applicazione delle seguenti misure:

  1. mantenimento dello stato di isolamento per quattordici giorni dall’ultima esposizione;

  2. divieto di contatti sociali;

  3. divieto di spostamenti e/o viaggi;

  4. obbligo di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza.

In caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza dovrà avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra e l'operatore di Sanità pubblica, indossare la mascherina chirurgica (da fornire all’avvio del protocollo) e allontanarsi dagli altri conviventi; rimanere nella sua stanza con la porta chiusa garantendo un’adeguata ventilazione naturale, in attesa del trasferimento in ospedale.

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Nel corso dell'isolamento, l’operatore di sanità pubblica provvederà a contattare quotidianamente per avere notizie sulle condizioni di salute della persona in sorveglianza. In caso di comparsa di sintomi, dopo aver consultato il medico di base, il medico di sanità pubblica procederà secondo quanto previsto dal protocollo. 

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