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Alla d'Annunzio pazienti finti per formare medici e infermieri reali

Uno strumento che sarà utilizzato lunedì prossimo (13 giugno), all’università d’Annunzio, nel convegno “La simulazione nella formazione medica: dalle scuole di Medicina alle professioni sanitarie”

Pazienti finti all’università d’Annunzio per formare medici e infermieri veri. Uno strumento che sarà utilizzato lunedì prossimo (13 giugno), all’università d’Annunzio, nel convegno “La simulazione nella formazione medica: dalle scuole di Medicina alle professioni sanitarie”, organizzato dal professor Paolo Innocenti, direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale dell’Ateneo.

La pratica di utilizzare il malato come “stru­mento didattico” ha perso oggi molta forza a causa di un diverso sistema organizzativo dei nostri ambienti di cura, ma anche perché si sono introdotte procedure via via più invasive che, associate a un contenzioso medico legale sempre più diffuso, hanno reso meno difendibile la pratica sul malato.

La formazione attraverso la simulazione, modalità didattica che si è andata affermando anche grazie agli sviluppi nel campo dell'ingegneria e dell'informatica a integrazione dei tradizionali programmi di studio e di aggiornamento scientifico, è oggi applicabile a qual­siasi stadio del percorso formativo e di educazione medica continua. I progressi nell’ingegneria hanno permesso di sviluppare simulatori di paziente, ossia manichini che riproducono una parte anatomica oppure speciali manichini-robot, capaci di sanguinare, di sudare, di reagire ai farmaci che vengono loro somministrati, esatta­mente come un essere umano. In più, i progressi nelle tecnologie informatiche hanno permesso di creare modelli 3D degli organi realizzando una sorta di clone digitale del paziente reale.

In questo modo è possibile simulare scenari realistici ed effettuare, da parte di infermieri o medici in formazione, procedure invasive o interventi chirurgici di qualsiasi tipo avendo la possibilità di ripeterli fino a ottenere la completa padronanza del singolo gesto e della tecnica, per essere pronti a eseguirli con sicurezza ed esperienza anche sul paziente reale.

Questo rappresenta un’opportunità per lo studente, ma anche per lo specialista chia­mato ad apprendere nuove procedure complesse o invasive e accelerare la "curva di apprendimento" in condizioni di assenza di rischi per il paziente.

La formazione del personale medico e delle professioni sanitarie utilizza dunque sempre più lo strumento simulazione (così come accade per i piloti dell’Aeronautica che da tempo si addestrano con l’uso di simulatori di volo) nel rispetto di un obiettivo etico che dovrebbe essere prioritario: mai la prima volta sul paziente.

Scopo del congresso è quello di orientare la riflessione di docenti e discenti sull’im­portanza della simulazione come moderna forma di didattica per professioni sanitarie sempre più tecnologiche e in cui vengono richieste collaudate capacità relazionali.

Le testimonianze di rappresentanti di prestigiose istituzioni italiane e internazionali all’avanguardia nelle tecniche di simulazione, unitamente a una ricognizione delle imponenti risorse tecnologiche a disposizione, renderanno il dibattito efficace e sicura­mente stimolante.

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