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L'azienda non poteva continuare l'attività, ma aveva anche un lavoratore in nero: sanzionato il titolare

Migliaia di persone e aziende controllate dalla guardia di finanza dall'inizio dell'emergenza, con la scoperta di alcune posizioni irregolari

Non solo si continuava a lavorare, nonostante l'attività non rientrasse tra quelle ritenute essenziali dagli ultimi decreti con le misure di contenimento per il Coronavirus, ma c'era anche un lavoratore in nero, senza regolare contratto. Per questo, il titolare di una società della provincia di Chieti, dovrà pagare una sanzione amministrativa da 400 a 3 mila euro ed è stato costretto a chiudere l'attività per 5 giorni, in attesa dei successivi provvedimenti della prefettura. 

È uno dei casi emersi nelle ultime settimane dai controlli della Guardia di finanza negli esercizi pubblici di tutto il chietino, per verificare l’obbligo di sospensione delle attività imposte dal Governo e prevenire il contagio da Covid 19.

Nel caso in questione, per l'azienda è prevista anche la sanzione accessoria della chiusura dell'esercizio da 5 a 30 giorni, che sarà emanata dalla prefettura. Anche il magazziniere senza contratto dovrà pagare la sanzione amministrativa da 400 a 3 mila euro, perché, senza alcuna motivazione, dal momento che il suo rapporto di lavoro non era irregolare, si era spostato in un altro comune. 

In seguito, la sua posizione sarà esaminata con separata attività ispettiva in materia di lavoro e/o fiscale.

I controlli delle Fiamme gialle sono stati molto intensi dagli inizi di marzo: migliaia sono state le persone controllate in strada, 4 attività commerciali segnalate alla Prefettura per la sospensione e 92 i soggetti sanzionati per il mancato rispetto dei provvedimenti che limitano la mobilità dei cittadini, non avendo fornito giustificati motivi sugli spostamenti. A questi si affiancano anche i quotidiani controlli sulla disciplina dei prezzi, la contraffazione dei marchi e quelli finalizzati al rispetto del codice del consumo.

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