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Cronaca

Contratto sessuale Zingariello-De Fanis, legali smentiscono: "Scherzi tra amanti"

Smentiscono i legali di De Fanis, la Procura di Pescara e la stessa Zingariello l'esistenza di un contratto che vincolasse la segretaria a prestazioni sessuali

 "Scherzi amorosi come ce ne possono essere in un rapporto tra amanti, non sappiamo cosa abbia detto la Zingariello ma siamo pronti ad agire nelle sedi opportune". Lo dichiara all'Agi uno dei legali dell'ex assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, Domenico Frattura, a proposito delle dichiarazioni che Lucia Zingariello, la ex segreteria di De Fanis, avrebbe rilasciato nel corso di un interrogatorio al pm di Pescara raccontando di un 'contratto' che la obbligava ad avere rapporti sessuali con il suo datore di lavoro e amante e che erano state riportate da Repubblica.

"Tra De Fanis e la Zingariello è noto che intercorreva un rapporto che andava ben oltre quello meramente lavorativo e il presunto foglio che sarebbe stato ritrovato non è che da ricondurre alla relazione sentimentale tra due persone adulte e consenzienti” spiega l'avvocato Frattura del foro di Lanciano "non so questo documento in che cosa consista perché non c'era nel fascicolo che ho potuto consultare e non so che cosa ha detto la Zingariello in un interrogatorio che tra l'altro dovrebbe essere secretato: evidentemente la segretezza vale solo per alcuni, di certo vale per noi. Se la Zingariello dovesse aver fatto dichiarazioni di questo tipo ne risponderà nelle sedi opportune: non creda che per alleviare o alleggerire la sua posizione, possa gettare discredito su De Fanis”.


Anche la Procura di Pescara e il legale Lucia Zingariello negano l'esistenza del "contratto sessuale" tra la stessa e l’ex assessore regionale, a differenza di quanto scritto sulle pagine di Repubblica.


“ Non c'era nessun tipo di pretesa di natura sessuale a fronte di promessa di denaro, era un rapporto consenziente tra adulti", conclude il legale di De Fanis. La Zingariello e De Fanis erano stati arrestati lo scorso 12 novembre con l'accusa di concussione, peculato e truffa aggravata nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Pescara denominata "il Vate".

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