Cronaca

Contratto metalmeccanici, 100 in presidio davanti a Confindustria

Nella giornata dello sciopero nazionale la Fiom convoca i lavoratori della provincia di Chieti per protestare contro il nuovo contratto nazionale siglato solo da Fim, Uilm e Fismic. Per il sindacato con più iscritti non è democratico

Un centinaio di metalmeccanici ha protestato stamani (giovedì 6 dicembre) davanti alla sede di Confindustria in larghetto Teatro vecchio. La manifestazione coincide con lo sciopero generale indetto dalla Fiom Cgil per dire no al contratto nazionale firmato da Fim, Uilm e Fismic escludendo il sindacato con più iscritti (350 mila).

Un contratto che secondo Fiom Cgil viola le norme costituzionali e che non è rappresentativo di tutte le lavoratrici e i lavoratori proprio perché siglato senza i delegati del sindacato più rappresentativo.

"E' garantito - dice la Fiom - l'aumento secco dell'orario di lavoro, attraverso il raddoppio dello straordinario obbligatorio e l'aumento delle ore di flessibilità". Lo straordinario obbligatorio, infatti, passa da 40 a 80 ore. In più gli aumenti previsti non tutelerebbero il potere d'acquisto dei salari. Per il quinto livello sono stati stabiliti 130 euro lordi in tre rate, l'ultima nel 2015. Le aziende in crisi, però, possono rimodulare gli aumenti a proprio piacimento.

"Quest'accordo - dice la Fiom - cancella il ruolo contrattuale delle Rsu in materia di orario e ne consegna alle aziende la gestione unilaterale, perché dalla sua entrata in vigore per le stesse sarà sufficiente l'esame congiunto, da effettuare in tempi ristretti, per applicare nuove turnazioni". In più i lavoratori non avranno più la garanzia di essere pagati nei primi tre giorni di malattia.

"Fim, Uilm e Fismic - dice la Fiom - pensano di liquidare il contratto nazionale senza passare attraverso il voto dei lavoratori, perché consapevoli di aver assecondato le posizioni di Federmeccanica su aspetti decisivi della tutela delle condizioni di lavoro". Per la Fiom, però, l'accordo è illegittimo, perché la trattativa non ha coinvolto tutti i sindacati.

La lotta della Fiom non finisce qui. Dopo la mobilitazione di oggi entro la fine dell'anno il sindacato prevede ricorsi in tribunale e ulteriori mobilitazioni.

 

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