Cronaca

Contrabbando di carburante: sequestri e perquisizioni anche in provincia di Chieti

Il carburante veniva veduto all'estero senza pagare le imposte. La maxi frode fiscale partita nel Salernitano, disposto il sequestro preventivo di oltre 128 milioni

foto. SalernoToday

 Dalle prime ore di questa mattina oltre 200 militari della guardia di finanza stanno procedendo a perquisizioni nell'ambito di una indagine per gravi frodi fiscali connesse al contrabbando internazionale di prodotti petroliferi.

Circa 40 le perquisizioni tra le province di Salerno, Napoli, Potenza, Roma, Chieti, L'Aquila, Mantova e Milano: i finanzieri hanno proceduto all'esecuzione di un decreto di sequestro preventivo di beni per oltre 128 milioni di euro.

Gli interventi riguardano persone fisiche e società a vario titolo coinvolte in gravi frodi fiscali connesse al contrabbando internazionale di prodotti petroliferi, nonché in condotte di autoriciclaggio ed intestazione fittizia di beni.

In particolare le indagini delle fiamme gialle hanno permesso di ricostruire l'attività di due distinte associazioni criminali, radicate nell'Agro nocerino-sarnese, dedite alla commercializzazione di carburante adulterato, importato dall'estero eludendo il pagamento delle imposte.

"All'esito delle perquisizioni di questa mattina - spiega una nota - sono stati vincolati 27 veicoli commerciali utilizzati per il trasporto dei carburanti, nonché quote societarie, i compendi aziendali di 9 imprese (7 italiane e 2 estere), 2 depositi commerciali, 10 impianti di distribuzione, un'imbarcazione di lusso. Gli accertamenti sono stati avviati verso la fine del 2017 a seguito di alcune anomalie emerse in merito ad un traffico di carburante proveniente dall'Est Europa, venduto in Italia sfruttando un meccanismo fraudolento che portava ad evitare il pagamento delle imposte dovute. Nello specifico, secondo quanto ricostruito dai finanzieri, gli indagati, tra il 2018 ed il 2019, avrebbero importato illegalmente da fornitori ungheresi, croati e sloveni oltre 20 milioni di litri di olio anticorrosivo e preparazioni lubrificanti, prodotti per natura non soggetti alle accise e, in linea con la normativa comunitaria, nemmeno al monitoraggio del loro trasporto".

sono quattro le persone destinatarie della misura cautelare degli arresti domiciliari, dei complessivi 59 indagati, e 32 le società verso cui è stato disposto il sequestro preventivo di beni per oltre 128 milioni di euro (pari all'ammontare delle imposte evase: Iva, accise, Ires e rpef) su decisione del gip del tribunale di Nocera Inferiore (Salerno). 

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