Febbo, interrogazione su Consorzio di bonifica sud: "Perché 21 assunzioni in un ente in crisi economica?"

La commissione regionale all'Agricoltura ha approvato una risoluzione per abrogare l'aumento dei canoni idrici, mai recepita dal commissario Mastrangeli

Un’interrogazione urgente al governatore Luciano D’Alfonso “per capire cosa stia veramente succedendo nel Consorzio di bonifica sud” è stata promossa dal presidente della commissione di vigilanza Mauro Febbo, dopo la nube che si è addensata negli ultimi mesi sull’ente vastese. 

Poco più di un mese fa, gli agricoltori avevano manifestato contro l’aumento del canone consortile e pochi giorni fa avevano scritto una lettera alle istituzioni per invocare il rispetto degli impegni presi. I collegi sindacali hanno sottolineato in più occasioni gli “evidenti squilibri economici” dell’ente e l’attuale assessore regionale all’Agricoltura Pepe, nella sua ultima visita, aveva invitato tutti “a un esame di coscienza e a un atteggiamento responsabile di fronte alla grave situazione debitoria del consorzio”. 

La commissione regionale Agricoltura, nel frattempo, ha approvato all’unanimità una risoluzione per chiedere l’abrogazione dell’aumento dei canoni idrici del 57%, ma l’attuale commissario non ha dato seguito al voto. Dunque Febbo chiede di “riportare il Consorzio ai legittimi proprietari, ossia gli agricoltori, e il ritorno della Guardia di finanza per verificare la legittimità e copertura economica delle delibere assunte negli ultimi tre mesi dal commissario agronomo Rodolfo Mastrangelo”. 

Nel mirino del consigliere regionale, in particolare, sono finite le nuove 21 assunzioni fra operai, consulenti, periti e impiegati, con una spesa che supera i 100mila euro. “Una vera e propria vergogna ed uno schiaffo al mondo agricolo - accusa Febbo - che versa in condizioni economiche critiche”.

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E punta il dito contro l’amministrazione regionale di centrosinistra, rea a suo dire anche di “poca trasparenza inerente i lavori per la realizzazione delle 4 centraline idroelettriche sul Sangro e sul Trigno poiché, nonostante il finanziamento da parte dell’ex Agensud, ad oggi è ancora tutto bloccato. La loro realizzazione e funzione avrebbero portato all’ente entrate pari a 2 milioni di euro e quindi avviato un risanamento definitivo del consorzio”.

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