Palazzo d'Achille: consiglio di Stato respinge il ricorso dell'Ance

I giudici parlano di "un grave danno" qualora il ricorso venisse accolto, perché il blocco della procedura renderebbe ancora a lungo indisponibile la sede del Comune, obbligando a pagare ancora canoni di locazione col rischio di perdere i finanziamenti

Il Consiglio di Stato respinge il ricorso presentato dall'Ance e dalla Secap contro il Comune di Chieti per la ristrutturazione di Palazzo d'Achille – aggiudicato dalla ditta Troso Osvaldo srl - dopo la bocciatura del Tar.

Secondo il Consiglio di Stato il Comune avrebbe un “grave danno” qualora la domanda venisse accolta, perché la procedura di appalto si bloccherebbe, rendendo ancora a lungo impossibile sistemare la sede del municipio inagibile da 5 anni. In più ci sarebbe “il rischio della perdita dei finanziamenti assegnati” e “il prolungarsi dei canoni di locazione per il funzionamento degli uffici”. Il danno, dunque, sarebbe economico oltre che pratico.

Ma c'è di più: i giudici osservano che fra le ditte che hanno partecipato alla gara per ristrutturare palazzo d'Achille, ce ne sono due iscritte all'Ance di Chieti, e parlano di “conflitto di interesse derivato dalla proposizione del ricorso da parte della stessa Ance, e vista l amancata partecipazione alla gara della Secap spa”.

Ai due ricorrenti, l'associazione costruttori e la Secap, toccherà pagare 6mila euro di spese di giudizio, oltre a risarcire la Troso Osvaldo srl e il Comune di Chieti.

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