Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Confiscato a Venezia un falso attribuito a Modigliani, coinvolta una galleria d'arte abruzzese

Le indagini hanno ricostruito la storia del disegno, scoprendo che l’impresa lagunare agiva per conto di una prestigiosa casa d’aste parigina, a sua volta mandataria di una galleria d’arte antica in Abruzzo

Questa mattina, al 'Laboratorio sul falso' dell’Università Roma Tre, il comandante del nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Venezia ha consegnato alla direttrice del laboratorio una cariatide falsamente attribuita ad Amedeo Modigliani.

L’opera era stata presentata nell’aprile 2022 all’Ufficio Esportazione della Soprintendenza A.B.A.P. per il Comune di Venezia e Laguna, da parte di un’impresa veneziana di settore, per ottenere l’Attestato di libera circolazione (A.L.C.), descritta come “Amedeo Modigliani Senza Titolo, prima metà del 1913, matita su carta, cm 51x73x3, valore di 300.000 euro”. Fin dall'inizio, il disegno ha suscitato perplessità nella Commissione Esportazione per aspetti tecnici e stilistici. Dopo una visione diretta e l’utilizzo della lampada di Wood, l’opera è stata sottoposta a riflettografia infrarossa (IR) anche sul retro. Inoltre, le informazioni fornite nella richiesta dell’A.L.C. sulla provenienza e la circolazione pregressa dell’opera erano scarse.

In particolare, il disegno appariva, agli storici dell’arte della Commissione Esportazione e ad altri studiosi delle Gallerie dell’Accademia, della Direzione Musei Statali di Roma e della Scuola Normale Superiore di Pisa, quasi identico a un altro disegno di cariatide di Modigliani appartenente al Museum of Art di Philadelphia, donato nel 1943 dal collezionista Arthur Wiesenberger.

Nel luglio 2022, la Soprintendenza veneziana ha coinvolto il nucleo carabinieri Tpc, che ha avviato le indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Venezia. A fronte della contraffazione emersa dagli esami storico-artistici, nell’agosto 2022 i carabinieri Tpc di Venezia hanno sequestrato il disegno presso un’impresa di settore veneziana. Le indagini hanno ricostruito la storia del disegno, scoprendo che l’impresa lagunare agiva per conto di una prestigiosa casa d’aste parigina, a sua volta mandataria di una galleria d’arte antica abruzzese. Quest'ultima aveva dichiarato al ministero della Cultura di essere la proprietaria dell’opera, ma i carabinieri Tpc hanno accertato che la galleria agiva su mandato di un privato domiciliato in Abruzzo, che aveva ricevuto il dipinto dal padre adottivo, il quale lo aveva acquistato da un’ulteriore galleria d’arte abruzzese, ormai chiusa.

Per ulteriori verifiche tecniche, i carabinieri Tpc di Venezia si sono rivolti al “Laboratorio sul falso” dell’Università di Roma Tre, che vanta una consolidata esperienza e una efficace collaborazione con il comando CC Tpc. Nel gennaio 2023, il laboratorio ha escluso che si trattasse di un’opera autentica di Modigliani. Le indagini hanno così individuato ipotizzabili responsabilità penali a carico di una persona, denunciata per messa in circolazione di opera d’arte contraffatta, reato introdotto nel Codice Penale con la L. 22/2022 e già previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

A termine delle attività, nel febbraio 2024 il Tribunale di Venezia ha disposto la confisca del disegno, che è stato assegnato al Laboratorio sul falso dell’Università di Roma Tre.

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