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Cronaca

Confindustria contro gli ambientalisti: "Quanti posti di lavoro crea il populismo?"

Il presidente Paolo Primavera si scaglia contro politici e associazioni contrarie a progetti petroliferi in Abruzzo perché producono "lavoro e ricchezza". E si dice dalla parte dell'ambiente

“Quanti posti di lavoro crea il no a tutto da parte dei Politici Regionali e del peggiore ambientalismo populista?”. Non usa mezzi termini il presidente di Confindustria Chieti Paolo Primavera e spara a zero contro chi taccia l’associazione degli industriale di essere “di parte” nel sostenere progetti combattuti dalla politica e dagli ambientalisti per l’impatto sul territorio.

“Confindustria – spiega – è dalla parte delle imprese associate che creano lavoro e ricchezza, in ogni settore produttivo, compresi turismo, agroalimentare vitivinicolo e quello degli idrocarburi. È dalla parte di imprenditori e lavoratori che per le opposizioni strumentali a decine e decine di progetti industriali non possono creare lavoro e l’opportunità di uscire dalla crisi più profonda. È dalla parte delle centinaia di imprese e migliaia di lavoratori abruzzesi del settore Oil&Gas che in decenni di attività hanno prodotto occupazione, tecnologia, qualità, sicurezza”.

Un anno fa quarantamila persone sfilarono a Pescara per dire no a Ombrina mare davanti alla costa dei trabocchi, il progetto che è diventato il simbolo della lotta degli abruzzesi contro impianti che ritengono dannosi e inutili. Eppure Primavera non si ferma: “Il nimby (not in may back yard, acronimo inglese che significa letteralmente “non nel mio cortile) è il peggiore dei mali di cui soffre l’Abruzzo".

Nonostante i contrasti con associazioni e ambientalisti, però, Primavera si dice “dalla parte dell’ambiente, che diversi soggetti che se ne ergono a tutori continuano a offendere con uso indiscriminato di prodotti nocivi, con abusi nella gestione dei rifiuti e opponendosi a sistemi di raccolta e smaltimento fatti secondo i migliori criteri”.

“Confindustria Chieti – prosegue – non permetterà a nessuno di far saltare il tessuto industriale che con fatica resiste garantendo ancora il 30% del Pil regionale”. E al futuro presidente d’Abruzzo assicura che l’associazione vigilerà sulle sue scelte, “denunciando ogni iniziativa che vada in senso contrario allo sviluppo, e dando nome e cognome ad ogni responsabile della perdita di investimenti e lavoro. E i signori sindaci che non perdono occasione di vantarsi di aver bloccato questo o quel progetto dicano in primis ai loro cittadini cosa offrono in alternativa”.

“Invece di fare passerelle preelettorali – punta il dito contro la politica - lavorino per la creazione di lavoro, eliminando la loro burocrazia, le loro inefficienze, le loro incompetenze”.

 “Non è con il populismo e gli slogan che si governa una Regione, non è ignorando le realtà produttive che possono dare ancora risorse preziose in termini di posti di lavoro, tasse, investimenti, che si crea sviluppo. È solo riconoscendo la compatibilità tra industria, turismo, agricoltura, tutela delle qualità del nostro territorio, come la sua storia economica testimonia – conclude - che si può proiettare l'Abruzzo verso il futuro”.

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