Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Confindustria lascia Palazzo dei Veneziani a Chieti e si trasferisce a Pescara

Lo smantellamento è già iniziato: la sede teatina scomparirà e il personale verrà trasferito nella città adriatica. In una lettera ai politici teatini lo sfogo del costruttore Cocco

Confindustria Chieti e Confindustria Pescara sono quasi una realtà unica: lo scorso 5 dicembre le due confederazioni hanno sancito l’avvio del processo di fusione che verrà stipulato entro il 30 settembre 2014, dopo il passaggio nelle rispettive assemblee.

La fusione definitiva porterà al trasferimento dell’Associazione Industriali di Chieti dalla sede teatina, nel prestigioso “palazzetto dei Veneziani”, a quella di Pescara, vicino alla zona industriale.

Lo smantellamento è già iniziato e in questi giorni alcuni professionisti locali sarebbero stati già incaricati per la valutazione del palazzo teatino in vista di una futura cessione.

A rivelare quest'ultimo passaggio è, non senza amarezza, il costruttore teatino Teresio Cocco che ha scritto una lettera al sindaco e a tutti gli amministratori teatini: “Ancora una volta il processo di metropolizzazione dell’area avviene e si consuma ai danni della nostra città - si sfoga - anche quando è in gioco un settore, quello dell’industria, per il quale i dati statistici confermano la rilevante superiorità della provincia teatina rispetto a quella di Pescara”.

Poi rivolge un pensiero ai “giovani rampanti industriali” i quali “pur essendo alla conduzione della confederazione teatina, appaiono assolutamente ignari del passato e dei sacrifici di quanti diedero vita alla storica Associazione degli Industriali della Provincia di Chieti. Qualcuno dovrebbe pur chiedere se sono consapevoli dei guasti che provocherà questa loro infausta scelta, che contribuisce a impoverire e a desertificare ulteriormente la nostra città, creando altre scatole vuote nel centro storico”.

Il presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera, dal canto suo ha già messo a conoscenza dell’impossibilità di mantenere la sede di Chieti per un mero prestigio cittadino assicurando che i dipendenti saranno tutelati.

Ma Cocco invita i politici a intervenire “Non è possibile – scrive ancora – che un’altra componente della realtà teatina fugga da Chieti nel silenzio più assordante, dando per scontate scelte che, invece, contrastano fortemente con la realtà. Nel passato anche recente abbiamo visto istituzioni abbandonare il centro storico e, addirittura, il territorio di Chieti a causa di scelte politiche prese a Roma”. E incalza: “In questa occasione la decisione viene presa dagli stessi industriali teatini: è una vera vergogna”.

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