Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Chiusura caserme, i commercianti dicono no: raccolte 1500 firme

Petizione di Confcommercio Chieti per dire no alla chiusura del 123esimo e dell'ospedale Militare. Chiesto un tavolo di concertazione permanente per frenare la fuga di uffici direzionali dalla città

Una petizione con 1500 firme raccolte fra i commercianti per dire no alla chiusura del 123esimo Reggimento e la richiesta di un tavolo di concertazione permanente, dopo la notizia della soppressione del Dipartimento militare di Medicina.

Sono queste le principali iniziative di Confcommercio Chieti per ripensare la città dopo gli ultimi accadimenti che rischiano di svuotare completamente di uffici direzionali il capoluogo teatino.

“Servono decisioni forti- afferma Angelo Allegrino, presidente provinciale Confcommercio Chieti- per arrestare quella che è a tutti gli effetti una discesa verticale della città malgrado le sue enormi potenzialità tuttora inespresse. Penso all’università che risulta completamente slegata dal territorio urbano dello Scalo e, soprattutto, del Colle”.

La politica, eccetto lettere e buoni intenti, nulla ha fatto di concreto. “Occorre voltare subito pagina. La politica- ammonisce Allegrino- deve tornare a confrontarsi in fretta con le associazioni di categoria e le forze del territorio per capire cosa si vuole fare di Chieti che non può continuare ad essere lasciata in balia degli eventi. Noi siamo pronti a fare come sempre la nostra parte”.

Da qui la richiesta della convocazione di un tavolo di concertazione permanente. “Dove- aggiunge Allegrino- analizzare ciò che sta accadendo e discutere  di iniziative concrete per cambiare rotta. Lo merita la città e la sua anima commerciale che sta sostenendo enormi sacrifici per combattere la crisi dei consumi”. 

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