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Operaio morto dopo la caduta da un’impalcatura: due condanne

La tragedia nel 2015 in un cantiere di Francavilla al Mare dove perse la vita Antonio Criscuolo, 48 anni

Due persone sono state condannate con rito abbreviato e due sono state rinviate a giudizio per la morte di Antonio Criscuolo, l’operaio 48enne di Napoli che nel 2015 ha perso la vita cadendo da un’impalcatura in un cantiere a Francavilla al mare.

Il gup del tribunale di Chieti con l’accusa di cooperazione in omicidio colposo ha condannato a 3 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione Anna Petrongolo, 52 anni, legale rappresentante della ditta affidataria dei lavori e a 2 anni, 2 mesi e 10 giorni Nico Cascini, 30 anni, preposto per la fase di montaggio dei ponteggi. Dovranno versare inoltre una provvisionale fra 10.000 e 50.000 euro alle numerose parti civili.

Sono stati rinviati a giudizio al 25 gennaio 2018 Ivano Di Giovanni, 57 anni, legale rappresentante della ditta esecutrice dei lavori, e Carla Romano, 53 anni, coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori. I quattro riescono tutti a Francavilla al Mare.

I fatti

Il 7 gennaio del 2015 Antonio Crisucolo precipitò dall'impalcatura di un cantiere in via Monte Velino dove erano in corso lavori di ristrutturazione. Cadde da un'altezza di quasi 15 metri e morì sul colpo. Secondo l’accusa su tutti i lati dell’edificio fu realizzato un ponteggio metallico prefabbricato privo di perni di collegamento fra i vari montanti e carente all’ultimo piano, dove stava lavorando Criscuolo, di un sistema di ancoraggio e trattenuta dei dispositivi individuali di protezione per cadute dall’alto.
 

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