Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Atessa

Condannato a 6 anni e 10 mesi l'ex assessore alla Cultura De Fanis

Riconosciuto colpevole dei reati di concussione, induzione e tentata induzione indebita a dare o promettere utilità, peculato, truffa e falsità materiale commessa in atto pubblico

Condannato a 6 anni e 10 mesi, con l' interdizione perpetua dai pubblici uffici, per l'ex assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, arrestato a novembre 2013. Sono stati assolti da tutte le accuse, gli altri tre imputati, ossia Ermanno Falone, rappresentante legale dell’associazione Abruzzo Antico, Rosa Giammarco, responsabile dell’Agenzia per la promozione culturale della Regione Abruzzo, e l’imprenditore Antonio Di Domenica. Questa la sentenza emessa dal tribunale collegiale di Pescara, presieduto dal giudice Maria Michela Di Fine, nell'ambito del processo di primo grado sulle tangenti nel settore Cultura della Regione Abruzzo, nato dall'inchiesta 'Il Vate', che nel 2013 portò ai domiciliari lo stesso De Fanis.

Nello specifico, l'ex assessore è stato condannato per i reati di concussione, induzione e tentata induzione indebita a dare o promettere utilità, peculato, truffa e falsità materiale commessa in atto pubblico. Assolto invece "perché il fatto non sussiste", dalle accuse di abuso d'ufficio e corruzione. De Fanis dovrà inoltre risarcire, in separata sede, le parti civili che sono la Regione Abruzzo e l'imprenditore dello spettacolo Andrea Mascitti, che con le sue rivelazioni diede il via all' inchiesta. Per le motivazioni si dovrà attendere il 10 ottobre.

Fece scattare l'inchiesta sulle tangenti, oggi è costretto a fare il benzinaio

ll pm Anna Rita Mantini, nella sua requisitoria, aveva chiesto 8 anni per De Fanis, un anno per Falone, 3 anni e 9 mesi per Giammarco e l’assoluzione per Di Domenica.

Al centro del processo le modalità di erogazione dei contributi regionali in base alla legge regionale n.43/73, che disciplina l’organizzazione, l’adesione e la partecipazione a convegni ed altre manifestazioni culturali.

All'Ansa, l'ex assessore si è detto innocente: 

Io mazzette non ne ho prese, ho sempre parlato di contributi elettorali, che erano due e lo stesso hanno fatto i diretti interessati. Aspettiamo di vedere le motivazioni e poi decideremo, insieme al mio avvocato, per un eventuale appello.

Si è invece detto sollevato Andrea Mascitti, l'imprenditore che oggi fa il benzinaio a Orsogna:

È un momento importante dopo tutti questi anni. Mi sento sollevato e risarcito dalla giustizia. Riflettevo su questo percorso che ho fatto e che è stato difficile, ma che rifarei da capo perché credo che la verità renda liberi. Io ho fatto questo, ho detto solo la verità e dunque sono felice che ci sia stata giustizia.

Ai cronisti, ha raccontato di sperare di poter riprendere la sua attività di organizzatore di eventi culturali. Qualche tempo fa, il suo sfogo arrivò anche ai microfoni del Tg1: dopo la denuncia, lamentò, nessuno voleva più lavorare con lui. 

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