Gli vietano di andare in bagno durante il turno e si urina addosso: respinto il ricorso di Sevel

La corte d'appello dell'Aquila ha confermato la sentenza del tribunale di Lanciano, che condannava l'azienda a risarcire l'operaio

È stata confermata dalla corte d'appello dell'Aquila la sentenza del tribunale di Lanciano, che lo scorso settembre ha condannato la Sevel a risarcire l'operaio che, non avendo ricevuto l'autorizzazione ad abbandonare la postazione di lavoro per andare in bagno, si era urinato addosso. L'episodio, che aveva destato molto scalpore anche oltre i confini abruzzesi, risale al 2017. A dare notizie della sentenza è il coordinatore provinciale dell'Usb, Fabio Cocco. 

L'azienda, dunque, deve corrispondere un risarcimento del danno per una somma di 5 mila euro e pagare le spese legali. Il lavoratore è stato assistito dall'avvocato Diego Bracciale, che ha commentato: "Sono soddisfatto per il risultato ottenuto anche in appello e felice per il mio cliente, oggi divenuto un caro amico, per una questione che lo ha mortificato come lavoratore, ma prima ancora come uomo. Auguro a lui ogni bene nella speranza che, con la decisione di secondo grado, possa mettersi definitivamente una pietra sopra questa vicenda. Ringrazio il cliente e l’Usb per la fiducia sistematicamente accordatami".

I giudici della corte d’appello hanno respinto tutte le eccezioni presentate da Sevel, "ribadendo che il datore di lavoro ha arrecato concreto e grave pregiudizio alla dignità personale del lavoratore nel luogo di lavoro, al suo onore e alla sua reputazione, indubbiamente derivante dall’imbarazzo di essere osservato dai colleghi di lavoro con i pantaloni bagnati per essersi minzionato addosso".

Il percorso giudiziario sull'episodio non è concluso. Ai tempi, la Sevel presentò querela per diffamazione aggravata col mezzo della stampa nei confronti del lavoratore coinvolto e del rappresentante sindacale dell’ Usb Cocco, accusandoli di aver fornito ai media informazioni non veritiere. All’esito delle indagini, la procura di Lanciano ha depositato richiesta di archiviazione.

"Sull’archiviazione della querela - commenta Cocco - restiamo in fiduciosa attesa per mettere la parola fine a questa triste vicenda. Un ringraziamento particolare va all’avvocato Diego Bracciale per la sua professionalità e per la sua assistenza legale, per aver preso a cuore una vicenda estremamente delicata. Come organizzazione sindacale, sentiamo di ringraziare i colleghi di lavoro che, stigmatizzando atteggiamenti omertosi per timori di ripercussioni, hanno permesso di ricostruire la vicenda in modo univoco, concordante, lineare e coerente, come ritenuto testualmente sia dal giudice di Lanciano, che dai giudici della corte d’appello,  ugurando al lavoratore coinvolto di poter ritrovare la giusta serenità che merita, ed auspicando che fatti simili non accadano mai più".

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