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Il Volo incanta Chieti: più di 4mila riempiono la Civitella

Pubblico variegato per il trio che ha vinto l'ultimo festival di Sanremo, con il roteano Ginoble padrone di casa e un repertorio che spazia da Elvis Presley all'opera. Gran finale con Grande amore, il successo che ha fatto conoscere i tre al grande pubblico italiano

Più di 4mila persone hanno animato l’anfiteatro della Civitella, ieri sera (domenica 9 agosto), per il concerto dei vincitori di Sanremo, il trio Il Volo. Unica data abruzzese, quella di Chieti ha radunato sul Colle migliaia di persone arrivate da tutta la regione e non solo. I giovanissimi Gianluca Ginoble, Piero Barone e Ignazio Boschetto per poco più di due ore hanno incantato la platea, esordendo con una cover de Il mondo di Jimmy Fontana e chiudendo l’esibizione con il pezzo che è valso loro il primo posto all’ultimo festival di Sanremo, Grande amore. Fra poltrone e gradinate in migliaia sono arrivati oltre un'ora prima del concerto, che è iniziato con grande puntualità. E tutti, dai bambini a persone ben più adulte, si sono lasciati trascinare dal bel canto dei tre.

Padrone di casa l’abruzzese Ginoble, supportato da una schiera di familiari e conoscenti arrivati addirittura con un pullman da Montepagano (Teramo), paese d’origine del cantante 20enne. Il giovane, sempre composto e professionale, ha sfoggiato qualche frase in dialetto teramano, facendo scoppiare un’ovazione nel pubblico divertitissimo. Comici, fra un’esibizione e l’altra, i siparietti dei due siciliani Barone e Boschetto, che hanno ostentato qualche parola in vernacolo, scherzando sul non sapere bene cosa stessero dicendo, e tradendo una forte passione per la cucina abruzzese, soprattutto per gli arrosticini. 

E il pubblico, di età e provenienza variegatissime, non si è sottratto a risate, applausi, cori e al classico rito dell’accendino acceso, sostituito però dai flash di smartphone e telefonini. I tre de Il Volo, d’altra parte, hanno regalato uno spettacolo degno, accompagnati dall’orchestra regionale filarmonica Veneta diretta dal maestro Diego Basso, spaziando da ‘O sole mio a Io che non vivo, passando alle esibizioni singole con E lucevan le stelle dalla Tosca di Puccini (Barone), Can’t help falling in love di Elvis Presley (Ginoble), Unchained Melody, dalla colonna sonora di Ghost (Boschetto). Il congedo, come prevedibile, dal successo sanremese Grande Amore, con l'assedio di giovanissime, e non solo, sotto il palco per il gran finale, e il salute di Gianluca Ginoble con un "ci vediamo a Montepagano e a Roseto!" (città che il giorno prima del concerto di Chieti ha celebrato il trio conferendo la cittadinanza onoraria ai due non abruzzesi). 

Alla fine del concerto, poco dopo le 23.30, dimenticate le polemiche dei giorni scorsi sulla mancata agibilità dell’anfiteatro, un fiume di persone si è riversato nei vicoli del centro, creando qualche problema di viabilità - risolto dalla presenza, all’incrocio fra via Asinio Herio e via Pianell, di due agenti della municipale, e riempiendo pizzerie e locali che avevano tenuto le porte aperte. 

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