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L'ex comandante della municipale non poteva essere rimosso: "Comportamento persecutorio dal Comune"

La Corte d'appello dell'Aquila ha confermato quanto già stabilito dal tribunale di Chieti sul contenzioso tra l'ente e Feragalli, rimosso perché "troppo amico dell'ex sindaco"

L’ex comandante della polizia municipale di San Giovanni Teatino Livio Feragalli non poteva essere rimosso dal suo incarico. Lo ha stabilito la sentenza della Corte d’appello dell’Aquila, che si è pronunciata in merito al contenzioso tra il Comune e lo stesso Feragalli, rimosso dall’incarico alla fine del 2012, con motivazioni che, secondo i giudici, sono “errate e prive di fondamento”.

Secondo quanto ricostruito dalla sentenza di primo grado e confermato dai giudici in appello (Rita Sannite presidente, a latere Maria Luisa Ciangola e Paola De Nisco), ci fu la volontà di

togliere il Comandante in quanto inaffidabile perché troppo amico dell’ex sindaco Caldarelli, al quale avrebbe potuto raccontare cosa succedeva in Comune.

E, sempre stando a quanto stabilito dai giudici, Marco Cacciagrano si sarebbe reso responsabile di mobbing nei confronto dell’ex vertice della polizia locale, con un comportamento “ritorsivo e persecutorio”. Non solo perché il comandante fu scavalcato da alcuni colleghi di grado inferiore, ma anche perché, addirittura, non gli fu assegnata neppure una postazione propria, oltre a non aver svolto alcuna attività per giorni, dopo il rientro da un lungo periodo di malattia.

Come già detto, la sentenza di primo grado si era espressa a favore di Feragalli, ma il Comune fece ricorso in appello. Il tribunale di Chieti, nel novembre 2011, condannò l’ente ad attribuire a Feragalli mansioni riconducibili alla categoria di appartenenza (istruttore direttivo) e a pagare 6.585,96 euro per risarcimento dei danni derivanti da dequalificazione personale, 95,80 per il rimborso di spese mediche, 49.160 per risarcimento del danno non patrimoniale subito.

La sentenza di secondo grado, sulla scia di quella del tribunale teatino, parla di

progressiva ed ingravescente attività di vessazione e discriminazione, che hanno portato alla emarginazione lavorativa del Feragalli all’interno del corpo di polizia municipale.

Ora Mario Cutrupi, consigliere comunale del Movimento 5 stelle, vuole chiedere un consiglio straordinario per discutere della vicenda, impegnandosi a segnalare alla Corte dei Conti quanto emerso dalla sentenza.

Cutrupi commenta senza mezzi termini la sentenza d’appello, parlando di

bulli amministrativi. Alla luce di questa sentenza e delle parole usate dal giudice nello scriverla si può comprendere bene quale siano state le reali motivazioni che vi hanno spinto a fare tutte le scelte disastrose che avete portato avanti fino ad ora. Dalla vendita della farmacia comunale al riacquisto del campo sportivo, dalla chiusura di FB Servizi alla privatizzazione del nido comunale. Avete distrutto tutto per il solo piacere di dire che era fatto male. Per voi era fatto male solo perché l’aveva fatto Caldarelli. Quanti danni state facendo non solo al “bene pubblico”, ma anche alle singole persone.

Parole pesanti, che proseguono con l’accusa di

insuccessi. Da quando siete alla guida della città avete fatto solo danni, ormai siete diventati bravi a sbagliare e non perdete occasione per dimostrarlo.

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