La Commissione Via boccia la discarica di amianto a Rocca San Giovanni, esulta il Wwf

Resta però il problema della fibra nociva, come nel caso di Ortona, dove esiste una discarica di matrici cementizie contenenti amianto: l'81% dei materiali conferiti arriva da fuori regione

Nella seduta di ieri, la commissione di Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo ha bocciato il progetto della discarica di matrici cementizie contenenti amianto che si voleva realizzare a ridosso della riserva regionale Fosso delle Farfalle, nonché Sito di Interesse Comunitario (Sic), a Rocca San Giovanni.

Dopo vicende alterne, iniziate a dicembre del 2017 con la pubblicazione del progetto, tra un giudizio di rigetto e uno di revoca dello stesso, ieri è stata sancita finalmente la parola fine, almeno per quanto riguarda il giudizio della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale. 

Un bel sospiro di sollievo per quanti si sono spesi al fine di fermare questo insediamento, tra associazioni e Comuni interessati, come Rocca San Giovanni e Treglio, che hanno il plauso e il ringraziamento del Wwf zona frenta e costa teatina. 

Spiega in una nota l'associazione ambientalista: 

La realizzazione di discariche di rifiuti di amianto è una soluzione provvisoria del problema, che così viene lasciato alle future generazioni, essendo la fibra di amianto pressoché indistruttibile nel tempo

Da anni, l’associazione Wwf Zona Frentana e Costa Teatina sottolinea come la localizzazione di questo genere di discariche non debba mai ricadere in mezzo alle campagne, men che meno a ridosso di aree naturali protette, ma prediligere, in attesa di procedimenti più sicuri,  i siti industriali.

Molteplici sono le motivazioni che giustificano la preoccupazione per la corretta gestione di questo minerale eterno, a struttura microcristallina e di aspetto fibroso. Basti pensare che anche le protezioni più sicure per evitare la dispersione di queste fibre, non sono eterne come l’amianto.

Nel caso specifico di Rocca San Giovanni, poi, la discarica doveva rappresentare la messa in sicurezza di un altra discarica. In sintesi, la società Rsg, proponente del progetto, avrebbe voluto sanare un detrattore ambientale con un altro detrattore ambientale (!), in un area che è “Zona recupero detrattori ambientali” così come indicato dal Peg del Comune di Rocca San Giovanni.

Ora ci si aspetta il ripristino ambientale della vecchia discarica della Smi, dove sono smaltiti ben 160.000 m3 di rifiuti speciali,  per ridare a quell’area la completa fruibilità che le spetta. 

Resta in Italia e in Abruzzo il problema amianto. Secondo il settore ricerca Inail, dal dopoguerra, in Italia, sono state prodotte e importate più di 5 milioni di tonnellate di amianto grezzo.

Prosegue l'associazione: 

Assurdo continuare a pensare che un privato possa risolvere una priorità d’interesse pubblico, basta vedere cosa succede nel nostro territorio. Ad Ortona, dove insiste una discarica di matrici cementizie contenenti amianto, secondo il Piano Rifiuti della Regione Abruzzo del 2018, delle 20.000 tonnellate smaltite in tale discarica, l'81% proviene da fuori regione,e solo il 19% è abruzzese; eppure quella discarica nasceva negli anni 2000 per svuotare le tante micro discariche, disseminate per Ortona, contenenti il micidiale composto.

Non solo è continuato il conferimento illegale nei campi di eternit e consimili, ma nel patrimonio edilizio di Ortona l’amianto è ancora presente in maniera preoccupante.

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