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Cronaca

Il comitato Via dice sì alle vasche per contenere le esondazioni del fiume Pescara

Secondo i consiglieri 5 stelle Marcozzi e Pettinari, però, l'intervento da 50 milioni di euro non riuscirebbe a contenere l'ondata di piena in tutta la sua forza, ma ne assorbirebbe soltanto il 13 per cento, per 13 ore

Il comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) dice sì alle vasche di laminazione previste per tamponare le esondazioni del fiume Pescara. Un progetto da 50 milioni di euro, fortemente osteggiato, però, dal Movimento 5 stelle, che accusa: "Non risolverà la situazione di gravità che si presenta durante una piena". 

Secondo i consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, infatti, l'intervento non riuscirebbe a contenere l'ondata di piena in tutta la sua forza, ma ne assorbirebbe soltanto il 13 per cento, oltretutto per un tempo insufficiente alla sicurezza dei cittadini, solo 13 ore. Dati che, però, si riferiscono solo alle piene più contenute, da 690 metri cubi al secondo. Invece, le vasche di laminazione sarebbero inutili per piene eccezionali, che pure negli ultimi anni hanno fatto non poca paura anche alla città di Chieti, fino a 1.200 metri cubi al secondo. In tal caso, dicono "il grado di assorbimento dell'opera non supererebbe il 5 per cento della piena"

"Non riusciamo a capire - commentano - come abbia fatto il Comitato di Valutazione ambientale a dare un parere favorevole considerando che le piene del fiume Pescara, grazie alla conformazione di un ricco bacino idrografico, spesso durano anche più di 48 ore, quindi, anche le piene meno straordinarie non possono assolutamente essere contenute da queste vasche. Ancor di più se si pensa che i dati climatologici ci dicono che gli eventi atmosferici estremi sono in costante aumento. A ciò si aggiungano i danni e il grave pregiudizio che subiranno le imprese agricole e i proprietari dei terreni sui quali l'opera insiste e anche sui terreni limitrofi".

I pentastellati chiedono le motivazioni del parere positivo del Via, arrivato senza aver consultato i documenti sulla manutenzione delle vasche: "Non è chiaro - denunciano - chi si dovrà assumere gli oneri di gestire per i prossimi decenni quest'opera". Il Movimento 5 stelle ha presentato mesi fa una proposta alternativa, verso il cemento zero e la valorizzazione del territorio. “Quello che oggi è un problema potrebbe trasformarsi in risorsa: invece di enormi vasche di cemento, come previste dalla maggioranza - precisano - con 54 milioni è possibile dar vita a mille laghetti artificiali. Una soluzione più efficace, che trasformi i bacini d’acqua in risorsa per la nostra agricoltura e per la fruizione del territorio da parte dei cittadini”.

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