Cronaca

300 docenti si uniscono a Mastropasqua per salvare le cliniche universitarie

Il professore aveva sollevato l'attenzione sul rischio di declassamento del polo delle facoltà mediche dell'ateneo teatino, per la riorganizzazione delle strutture ospedaliere. E i colleghi lo hanno raccolto, dando vita al Coordinamento clinico

Nasce il Coordinamento clinico dell'università d'Annunzio, che raduna 300 tra docenti ordinari, associati e ricercatori dell'università d'Annunzio. L'iniziativa è sorta dopo un appello all'unità lanciato dal professor Leonardo Mastropasqua, direttore nazionale del Centro nazionale di alta tecnologia in Oftalmologia. 

Il professore aveva sollevato l'attenzione sul rischio di declassamento del polo delle facoltà mediche dell'ateneo teatino, per la riorganizzazione delle strutture ospedaliere: se l'ospedale Santissima Annunziata dovesse essere elevato di livello, potrebbe perdere le cliniche universitarie. Ed è proprio questo che i 300 firmatari dell'appello di Mastropasqua chiedono di evitare. 

L'iniziativa è stata accolta con favore dal consigliere regionale Mauro Febbo, che commenta: "Finalmente arriva dall’università una forte difesa delle proprie strutture teatine, scongiurando qualsiasi ipotesi di declassamento a struttura sanitaria di primo livello".

"Siamo tutti consapevoli - aggiunge - che l'università non può essere relegata ad un ospedale di primo livello, unico caso italiano, perché perderebbe le scuole di specializzazione, i corsi di laurea e di conseguenza gli studenti, con gravissimo danno economico e culturale per il territorio di Chieti e per la stessa regione Abruzzo”.

“Pertanto - spiega Febbo - accogliendo con favore la costituzione del Comitato dei 300 professori continuerò a portare avanti in tutte le sedi opportune la difesa del nostro Policlinico evitando che qualcuno pensi di declassarlo con il conseguente scippo dell'Università. Mi sembra che la posizione assunta dal gruppo smentisca clamorosamente i vertici regionali, della Asl e taluni amministratori locali".

Febbo propone inoltre un incontro al Comitato, per stilare insieme "un documento scientifico e amministrativo dove spiegheremo il valore sia dell’ospedale clinicizzato sia della nostra Università”.

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