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"Com'è profondo il mare", 40 artisti contro Ombrina e le trivelle

In vista della manifestazione prevista sabato a Lanciano, circa 40 artisti abruzzesi - in prevalenza dell'area frentana - hanno realizzato una loro versione del celebre brano di Dalla

In vista della manifestazione contro Ombrina Mare prevista sabato 23 maggio a Lanciano, circa quaranta artisti abruzzesi - in prevalenza dell'area frentana - hanno realizzato una loro versione di “Com’è profondo il mare”. Si tratta del celebre brano di Lucio Dalla che, su iniziativa del movimento Nuovo Senso Civico e del coordinamento No Ombrina, è stato riletto collettivamente con tanto di videoclip girato da Enzo Francesco Testa sulla costa dei trabocchi.

Protagonista è il pittore Marco Pallini Palmar, che realizza in estemporanea un quadro paesaggistico mentre i vari cantanti intonano "così stanno uccidendo il mare". Tra i partecipanti al progetto troviamo anche personaggi che già in passato hanno dimostrato concretamente il proprio impegno contro le trivelle: è il caso di Gae Campana, che incise appunto il brano “Trivella più che puoi”, o di Claudio Di Toro degli Anemamè, che due anni fa scandiva "No Ombrina". E come dimenticare Emanuele Spadano delle Terre del Sud con "Mare e coste", nato appunto dallo slogan "Mare e coste è tutta robba nostre"?

Tutte queste esperienze, unite alle suggestive immagini di Testa e a voci interessanti come quelle di Carolina Petrizzelli, Paola Ceroli, Sonia Coletta (attiva sia come solista che con le Redblack), Monica Ferrante dei Mom Blaster e Manuela Francia, contribuiscono a disegnare un omaggio non solo alla natura, ma anche allo stesso Dalla, che prese personalmente posizione contro la petrolizzazione dell’Adriatico.

Tra i musicisti che hanno suonato in questa speciale cover sono invece da menzionare Nicola Di Camillo al basso e contrabbasso, Matteo Battistini all'hammond e moog e Stefano Barbati, eroe della sei corde fingerpicking che qui si cimenta con il bouzouki. Non manca un tocco di rap e rock: il primo è garantito dalla lancianese Marti Stone, il secondo da Luca Romagnoli, cantante del Management del Dolore Post-Operatorio la cui "entrata in scena" coincide con un'esplosione di chitarre elettriche nel pezzo.

La "pennellata" finale (giusto per restare in tema con la performance di Pallini Palmar) l'ha data la Universal Music Publishing, concedendo a titolo gratuito la liberatoria per la sincronizzazione della canzone nel video. Tutto questo, per un nobile fine: opporsi all'installazione di piattaforme di raffinazione nel nostro - profondo - mare.

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