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Coldiretti, l’u sprusciat di Pizzoferrato tra le bandiere del gusto

Sono 148 le bandiere del gusto in Abruzzo, le specialità alimentari ottenute secondo regole tradizionali

Sono 148 le “bandiere del gusto” in Abruzzo, le specialità alimentari ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. A darne notizia è Coldiretti sulla base della sedicesima revisione del censimento dei prodotti agroalimentari tradizionali delle regioni, presentata martedì mattina a Palazzo Rospigliosi a Roma.

Una simbolica mostra delle bandiere del gusto dove sono state esposte anche due tipicità abruzzesi: la mortadella di Campotosto, denominata “coglioni di mulo”, dell’azienda La Mascionara di Campotosto e U sprusciat di Pizzoferrato dell’azienda Aia Verde, l’unica new entry delle specialità abruzzesi rispetto all’anno 2015 nell’elenco approvato dal ministero.

U SPRUSCIAT - Si tratta di un salume particolare prodotto artigianalmente, tipico di alcune zone del basso chietino e alto Molise che assomiglia molto alla tipica soppressata sottostrutto fatta con le carni più pregiate del maiale. Il suo nome deriva da un termine dialettale locale che vuol dire “strizzato”; infatti si ottiene da carne scelta di suino, polpa di lombo, prosciutto e spalla, tritata in pezzi piuttosto grossi, alla quale viene poi aggiunta una piccolissima percentuale di grasso, oltre a sale e pepe in grani. Una volta macinato, l’impasto, che è decisamente rossastro per la bassissima percentuale di grasso che contiene, viene insaccato rigorosamente in budelli naturali di suino e messo sotto pressa per DUE giorni. Trascorso questo periodo lo Sprusciat viene lasciato ad asciugare in un locale areato e riscaldato dove stagiona dai due ai cinque mesi in condizioni di temperatura e umidità controllata, assumendo un sapore intenso e persistente. Quando il prodotto è stagionato, se non viene consumato subito, viene messo in vasi di vetro sottostrutto, dove mantiene inalterate le proprietà nutritive, il colore, la morbidezza e l’elasticità; un tempo nelle case contadine lo si teneva in cassoni contenenti grano per conservarlo fragrante per tutto il periodo estivo.

In cima alla classifica delle specialità abruzzesi 2015 ci sono comunque pane, pasta e biscotti con 49 diverse tipologie di prodotti tra cui la pizza scima, il pane con le patate o i ravioli di ricotta, seguiti da 30 verdure fresche e lavorate (dal peperone rosso di Altino al tondino del Tavo, dal pomodoro a pera alle lenticchie di santo Stefano di Sessanio), 25 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere (come la ventricina vastese, la mortadella di Campotosto, gli arrosticini e la porchetta), 14 formaggi (dal pecorino di Atri alla scamorza abruzzese, dalla giuncatella al caciofiore aquilano), 17 piatti della gastronomia, 7 bevande tra analcoliche, liquori e distillati tra cui il mosto cotto e la genziana, 2 tipi di olio, 3 prodotti di origine animale (miele e ricotte) e una preparazione di pesce (scapece). “

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