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Cinque prodotti tipici del chietino, dal miele di Tornareccio al liquore Corfinio

Specialità di ogni genere vengono prodotte secondo la tradizione in tutta la provincia: se Giuliano Teatino basa la sua economica quasi interamente sulle ciliegie, al Peperone dolce di Altino hanno dedicato un'associazione, così come l'accademia della ventricina vastese

Pensate di essere veri esperti delle eccellenze gastronomiche della provincia di Chieti? Mettetevi alla prova: ecco cinque prodotti tipici del territorio che non possono mancare nel repertorio di un consumatore attento alle proprie origini.

Al peperone dolce di Altino, qualche anno fa, hanno dedicato persino un’associazione, che si occupa della sua tutela e promozione. Certo è che il prelibato ortaggio ha reso famoso il borgo di poco più di 3mila abitanti. La varietà di peperone, con i frutti rivolti verso l’alto, è quella del territorio tra i fiumi Sangro e Aventino, nell’area compresa fra i comuni di Altino, Roccascalegna, Bomba, Casoli, Archi, Atessa e Sant’Eusanio del Sangro. Oltre ad essere un ottimo ingrediente da cucina, il peperone di Altino viene usato, ancora oggi con le modalità di almeno due secoli fa, per la preparazione di insaccati.

Con i suoi 39 gradi di gradazione alcolica, le 42 fra erbe, semi e radici, e il colore giallo acceso, il liquore dolce Corfinio è uno dei prodotti più tipici del territorio. La paternità è attribuita a Giulio Barattucci, originario di Guilmi, dove nacque nel 1834, che a 24 anni si trasferì a Chieti. Qui, dopo numerosi tentativi creò il Corfinio Barattucci, colorato con lo zafferano d’Abruzzo. Il nome arriva da Corfinium, località dell’aquilano che fu la capitale della Lega Italica contro Roma.

Intorno al suo miele, Tornareccio ha costruito una rassegna annuale, giunta nei mesi scorsi alla dodicesima edizione, che accoglie migliaia di visitatori, alla ricerca del frutto perfetto delle api. Una tradizione, quella del miele, che ha fatto conquistare ai produttori locali riconoscimenti ben oltre i confini dell’Abruzzo per la qualità e il gusto dei loro prodotti.

Alla ventricina, nel vastese, hanno dedicato addirittura un’accademia. Segno che l’insaccato prodotto nella zona collinare e pedemontana fra i fiumi Trigno e Sinello, è legato a stretto filo con il territorio da cui trae origine. È una specialità di forma irregolare, tendente all’ovale, prodotta con le parti più nobili del maiale, di stagionatura lunga, a grana medio grande, spolverata di sale da cucina e peperone trito; ancora oggi viene prodotta in maniera artigianale.

La chiamano la città delle ciliegie perché la sua principale fonte di reddito sono proprio i piccoli frutti rossi, la cui produzione è favorita da un microclima particolare. A Giuliano Teatino si coltivano diverse varietà di ciliegie, tutte caratterizzate da polpa gustosa, grazie alle quali la cittadina organizza diverse manifestazioni dedicate al frutto. La più importante è la sagra organizzata annualmente all’inizio dell'estate.

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