menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Scacco a due centrali di spaccio: cinque persone in manette e 500 dosi di droga sequestrate

L'indagine è partita nel 2016, quando, il 7 ottobre, un colpo di pistola calibro 7,65 colpì la vetrina di un negozio di articoli per animali in corso Mazzini, a Vasto

Cinque persone sono finite in manette, una delle quali in flagranza di reato, con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi, nell'operazione "Clean shirt" del commissariato di Vasto. Si tratta di Cristina Spada (43 anni), Achille De Rosa (37), Mirko Di Giacomo (36) Piero Di Carlo, (32), e D.R.R. (43).

L'indagine è partita nel 2016, quando, il 7 ottobre, un colpo di pistola calibro 7,65 colpì la vetrina di un negozio di articoli per animali in corso Mazzini, a Vasto. Grazie al sistema di videosorveglianza comunale e alle telecamere installate da alcuni privati, gli agenti riuscirono a individuare un'auto di colore rosso da cui era partito il colpo. Ulteriori accertamenti permisero di appurare, il giorno dopo, che la macchina era in uso a un uomo di San Salvo già noto alle forze dell'ordine. 

A quel punto, fu aperto un fascicolo per danneggiamento aggravato dalla procura di Vasto e gli inquirenti interessarono del caso anche la direzione distrettuale antimafia dell'Aquila, perché ipotizzavano l'aggravante del metodo mafioso. Iniziò un'indagine accurata che permise non solo di accertare le responsabilità dell'autore del colpo contro il negozio di Vasto, ma anche di svelare l'esistenza del giro di stupefacenti tra Vasto e San Salvo. 

Dopo quasi due anni, ha permesso di sgominare due centrali dello spaccio, ritenute le abitazioni di due degli arrestati. Grazie all' ausilio dei cani antidroga Ayrton e Ketty dell'unità cinofili della questura di Pescara e del reparto anticrimine d'Abruzzo sono state sequestrate 500 dosi di droga, del valore commerciale di 35mila euro per la cocaina e 25mila per l'eroina, e recuperati 7mila euro in contanti. Non è stato riscontrato l'uso del metodo mafioso, per questo il fascicolo è tornato dalla Dda alla procura di Vasto. Di Carlo è stato ritenuto il responsabile del colpo di pistola ed è finito ai domiciliari. 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a capo dell'attività c'era Cristina Spada, condotta oggi in carcere, che si occupava di commissionare gli acquisti e gestire le cessioni della droga, ma senza alcun contatto con gli acquirenti. Questo era invece il compito di Di Giacomo, anch'egli portato in carcere. In più, nel corso della perquisizione domiciliare, sono stati trovati altri 300 grammi tra cocaina ed eroina e in manette è finito anche il marito della Spada, D.R.R. Altro punto di rifornimento dello stupefacente era l'abitazione di De Rosa, sottoposto agli arresti domiciliari.

Gli arrestati usavano un linguaggio davvero singolare per indicare la droga, chiamata con i nomi di capi di abbigliamento. Così pantaloncini o magliette indicavano cocaina o eroina, in base al colore pronunciato. 

Il commissario capo Fabio Capaldo ha illustrato l'operazione nel corso della conferenza stampa che si è tenuta stamani in commissariato. L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Vasto Gabriella De Lucia. Due degli arrestati, durante le indagini, erano stati denunciati per detenzione di materiale esplodente trovato nella loro auto.

Secondo Capaldo, quella individuata sarebbe un'attiva centrale dello spaccio che operava tra Vasto e San Salvo.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Amaretti abruzzesi: cosa sono e la ricetta per prepararli

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ChietiToday è in caricamento