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Cronaca

Cinghiali, D'Amico: "Iniziare il piano di contenimento della specie"

Dal capogruppo Pd l'invito a dare rapido seguito alla delibera votata dalla Provincia lo scorso luglio per risolvere il problema dei cinghiali nel chietino. Gli animali selvatici causano danni alle colture, provocano incidenti e fanno proliferare la caccia di frodo con la vendita incontrollata della carne

Un appello accorato a far partire rapidamente il piano per il contenimento dei cinghiali nel territorio provinciale, per evitare il ripetersi di incidenti e danni alle colture che nei mesi scorsi hanno segnato le pagine di cronaca.

È il capogruppo del Pd in consiglio provinciale, Camillo D’Amico, a sollecitare la giunta Di Giuseppantonio a fare presto contro i cinghiali, onde evitare problemi di sicurezza e il dilagare della caccia di frodo con la vendita di carne senza gli adeguati controlli sanitari. E punta il dito contro quella che definisce “una mancata azione”, considerato che “la legislatura volge al termine”.

A luglio del 2013 la Provincia adottò una delibera, la 218, per la pianificazione triennale per il contenimento della specie, dopo votazione del consiglio provinciale. Un documento, pur contestato da alcune associazioni animaliste, arrivato dopo diversi anni di appelli a provvedere alla proliferazione incontrollata degli animali selvatici, specialmente nel territorio sud del chietino.

“Adesso c’è anche un assessore, Franco Moroni, delegato all’attuazione del piano di contenimento della specie cinghiale – incalza D’Amico - che deve darsi un gran da fare in considerazione del tempo limitato a disposizione e della ripresa di segnalazioni di danni alle colture agricole ed incidenti stradali riemersi con estrema vigoria dopo la chiusura della stagione venatoria che ha prodotto un sensibile calo numerico in virtù dei numerosi abbattimenti”.

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