Cronaca

GIOVANI ARTISTI Christian Le Piane: “Amo Chieti, mi piace passeggiare e osservarla"

Un giovane artista di Chieti con la passione per la pittura. Dipingere come vera espressione soggettiva ma anche per avvicinare all'arte gli abitanti del territorio. Il 13 e il 14 dicembre la prima mostra personale a Chieti Scalo

A pochi giorni dalla sua prima esposizione personale di pittura, il 13 e 14 dicembre al Caffè Letterario "Il Duca Minimo", abbiamo incontrato Christian Le Piane, giovane pittore teatino. Profondamente legato al territorio abruzzese, Christian raccoglie emozioni e formula idee dal mondo che lo circonda. Ci ha raccontato il suo avvicinamento al mondo dell’arte e come nascono i suoi dipinti.

“La mostra di nasce dall’ idea di valorizzare il territorio abruzzese- dice - vorrei riuscire a regalare emozioni attraverso i miei dipinti”.

Non solo dipinti su tela ma anche ad “olio su vetro”, una tecnica che richiede estrema precisione, grandissima pazienza e una maestria non comun, opere ricche di luce e colore, tra attimi unici e irripetibili caratterizzati dai contrasti temporali che preservano in eterno la brillantezza dei colori, protetti dal loro stesso supporto.

Le Piane non si sente legato a una tecnica o a uno stile perchè “non credo sia fondamentale sposarne a priori qualcuno ma l’essenziale, per produrre un dipinto – spiega - è il pensiero esecutivo trasferito poi alla mano, con quest’ultima a creare il gesto osservabile su un piano visivo che può essere una tela o qualsiasi altra dimensione o forma artistica”. Un gesto che per il giovane pittore abruzzese  “deve essere totalmente spontaneo per essere definito tale da poter generare un modo espressivo. Uno stile proprio non esiste – aggiunge Christian -  oggi sento di esprimermi in un determinato modo. Nel passato non c’era la richiesta di uno stile verso i pittori, l’artista si riconosceva attraverso il segno, non dalla tecnica usata”.

Prima dei dipinti su tela, Le Piane si è avvicinato alla pittura muraria.  “Ho iniziato intorno ai 13 anni. I primi disegni nascevano più per divertimento. Ero appassionato di graffiti, forma espressiva che continua ad entusiasmarmi. Nel realizzare murales open air, mi piace sottolineare l’assenza di egoismo in uno spazio molto grande. Il murales è del mondo, non ha padroni”.

Da li in poi Christian comincia a realizzare, insieme al padre, i primi disegni su carta e, passo dopo passo, imbocca la strada della pittura. Al terzo anno delle scuole superiori si trasferisce all’istituto d’arte di Chieti dove, ricorda,  “è venuto a galla l’estro,  il contribuito necessario che mi ha spinto ad intraprendere una vero e proprio cammino nella pittura”.

Due anni fa le prime soddisfazioni economiche con i primi dipinti su tela venduti e richieste di dipinti murari. Una pittura però che per Christian è soprattutto passione che si tramuta in espressione di sè verso gli altri, un modo per comunicare le proprie emozioni: “Ho appreso sicuramente molto dall’impressionismo, essendo mio padre, che reputo anche il mio maestro, un amante di questa tendenza artistica. Con la pittura esprimi un concetto e cioè, in primis, l’idea in mente che trasferisci alla mano; poi con quale  tecnica o arte l’ esprimi non è il punto su cui focalizzarsi, quello che conta è il pensiero di fondo che si vuole trasmettere. Attraverso ciò che dipingo deve arrivare un messaggio e, per fare ciò, cerco di tirar fuori l’essenza delle cose che raffiguro. In questo mi sento vicino agli impressionisti e al loro comunicare con dei semplici gesti, piccole pennellate, piccoli tocchi di luce per creare una sinfonia di colori che magari in natura non vediamo. Un interesse, perciò, rivolto al colore piuttosto che al disegno; in cui prevale la soggettività dell'artista, delle sue emozioni che non vanno nascoste o mascherate, a formare un alternarsi di superfici uniformi senza cercare a tutti i costi la regolarità o la perfezione”.

Nel dipinto scelto come copertina, per la prima personale del giovane artista di Chieti, è raffigurato in dipinto Gabriele D’Annunzio, un poeta nazionale ma che è soprattutto immagine del territorio abruzzese. “Un personaggio che innanzitutto mi piace e che ho raffigurato come immagine ferma, mentre le linee di sfondo sono dinamiche tese a rappresentare il mio caos interiore. Il cielo scorre, tutto è rappresentato come un “panta rei”  eccezion fatta per l’immagine “ferma” del Poeta. Una figura che non passa mai, resta e rimarrà sempre presente perché non morirà mai”.  

L’ispirazione nasce dal territorio in cui è nato e vive. “Amo Chieti, mi piace passeggiare e osservarla. Oggi probabilmente ci si sofferma più sul superfluo e non sul “super” che possiamo osservare, respirare e vivere in natura. Da questo nascono le emozioni del mio dipingere e la bellezza, per chi osserva, di cercare l’Idea in un quadro. Nel Mondo abbiamo tante sfumature, credo che saperle cogliere sia il mestiere di chi viene definito, o si definisce un Artista”.

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