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Poste Italiane rassicura sulla chiusura degli uffici: "Solo 19 su 479"

Dopo l'allarme dei sindacati e un'interrogazione parlamentare, la società assicura le dovute garanzie ai comuni di area montana o con scarsa densità abitativa, spiegando che la rimodulazione si è resa necessaria "per adeguare l'offerta formativa alla domanda"

Dei 138 uffici postali presenti nei 104 comuni della provincia di Chieti, 127 lavoreranno con un solo turno, 11 con il doppio. Dopo l’allarme lanciato dai sindacati e l’interrogazione parlamentare presentata, fra gli altri, dall’onorevole vastese Maria Amato, Poste Italiane tenta di rassicurare gli utenti, minimizzando il rischio disagi e precisando che “il piano di rimodulazione degli uffici postali è stato predisposto per adeguare l’offerta all’effettiva domanda sul territorio”.

All’allarme scoppiato nei giorni scorsi, sul rischio di un mancato servizio per le zone periferiche, la società ribadisce le “particolari garanzie” per i Comuni di area montana, con scarsa densità abitativa o per quelli delle isole minori. Proprio le zone più isolate, infatti, rischiano di essere maggiormente penalizzate dal piano di riordino.

“Gli interventi di chiusura in Abruzzo – cerca di rassicurare Poste Italiane – interesseranno 19 uffici postali su un totale di 479. Per gli altri 35, il piano prevede solo una razionalizzazione dell’orario, e pertanto resteranno disponibili a giorni alterni, conservando l’intera offerta di servizi e prodotti per la clientela”. Certo è che il personale degli uffici ridimensionati, sarà spostato “in altre sedi del medesimo ambito territoriale, assumendo compiti coerenti alle proprie competenze”.

Unica speranza, per i cittadini dei comuni interessati dal piano di riordino, è il cosiddetto “postino telematico”, ossia il classico portalettere dotato di palmare e Pos per effettuare piccole operazioni postali e finanziarie a domicilio: pagamento di bollettini, spedizione di raccomandate e altri servizi. Restano da formare gli utenti più anziani e meno tecnologici. 

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