Chiusure uffici postali, l'onorevole Amato presenta un'interrogazione

La parlamentare Pd è cofirmataria di un'interrogazione al ministro dello Sviluppo Economico, in cui ricorda le disposizioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a tutela degli uffici postali in zone remote e chiede di non creare disagi agli utenti

Il piano di razionalizzazione di Poste Italiane, che prevede la chiusura di 4 uffici postali in provincia di Chieti, 19 in tutto l’Abruzzo, 455 in Italia, arriva in Parlamento. L’onorevole Pd Maria Amato, infatti, ha presentato un’interrogazione, di cui è cofirmataria, al ministero per lo Sviluppo economico, per conoscere le ragioni di quello che si prospetta come un grave disservizio per l’intera regione.

L’annuncio delle chiusure, ricorda l’interrogazione parlamentare, è stato diffuso nonostante il 22 gennaio scorso il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, rispondendo al presidente dell’intergruppo parlamentare, abbia ricordato i divieti di chiusura “di quegli uffici che servono gli utenti che abitano nelle zone remote del Paese, ritenendo prevalente l’esigenza di garantire la fruizione del servizio nelle zone disagiate anche a fronte di volumi di traffico molto bassi e di alti costi di esercizio”.

Ma le chiusure degli uffici porterebbero “notevoli difficoltà” e “una diminuzione della qualità e della fruibilità del servizio fornito alla clientela; questa decisione unilaterale di Poste Italiane conferma l’orientamento portato avanti dalla società negli ultimi anni, che insegue una logica del guadagno puntando su assicurazioni, carte di credito, telefonia mobile e servizi finanziari in genere, a scapito delle esigenze della collettività, sacrificando uffici che ritiene ‘improduttivi’ o ‘diseconomici’, senza considerare che rappresentano un punto di riferimento per i cittadini dei piccoli comuni”.

“Questa razionalizzazione – continua l’interrogazione - rischia di tradursi in gravi disservizi soprattutto per i residenti anziani, che si troveranno a non poter usufruire di servizi essenziali quali il pagamento delle bollette o la riscossione della pensione, con la conseguenza di essere costretti a fare lunghe file nei giorni di apertura, ritardare le operazioni o affrontare frequenti e difficili spostamenti, su territori particolarmente disagiati”.

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Proprio per questo l’onorevole Amato e gli altri firmatari chiedono al ministro di mettere in atto azioni per garantire il rispetto di quanto stabilito dall’Autorità per il garante degli uffici postali nelle aree svantaggiate, e di scongiurare la possibile chiusura delle filiali nei comuni più piccoli per evitare di creare disagi agli utenti

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