menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Manca il personale: tagliata la durata delle udienze al tribunale di Lanciano

Il gruppo consiliare Progetto Lanciano torna a denunciare la grave carenza di organico, peggiorata con ulteriori pensionamenti, che rischia di vanificare la proroga che ha salvato il palazzo di giustizia frentano

Continua a peggiorare la grave carenza di organico che, ormai da mesi, rischia di paralizzare le attività del tribunale di Lanciano, di cui è stata scongiurata la chiusura almeno fino al 2022. A lanciare l'allarme, ancora una volta, è il gruppo consiliare Progetto Lanciano, che fotografa l'attuale situazione del palazzo di giustizia frentano incalzando la politica nazionale e il Governo. 

Alla fine del 2019, quattro amministrativi sono andati in pensione e non sono stati rimpiazzati. Tra maggio e giugno 2020, se ne aggiungeranno altri due. Sono sotto dimensionati la sezione penale, l’ufficio del Gip/Gup, la sezione esecuzioni e fallimenti. La prossima sarà la sezione penale dibattimento. La sezione lavoro conta un solo cancelliere. Non ci sono più commessi né autisti. E in questi giorni il presidente del tribunale, Riccardo Audino, è arrivato a tagliare la durata delle udienze penali a causa della carenza di personale. 

"La proroga, che allunga di un anno la vita dei presidi, è un traguardo positivo ma non può bastare. Bisogna mirare alla riapertura effettiva dei tribunali di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona", dicono Giacinto Verna, coordinatore politico di Progetto Lanciano, Daniele Pagano, coordinatore cittadino, e Paola Zulli, consigliere comunale delegata alla questione tribunale.

"Non ci possiamo privare di presidi di legalità, della polizia giudiziaria e della procura, e il cittadino ha diritto a una giustizia di prossimità. La proroga deve servire per arrivare al fine ultimo, cioè quello di riaprire, da un punto di vista tecnico rispetto alla legge Severino del 2012, i tribunali. Per farlo è fondamentale la coesione con tutto il territorio, perché senza unità di intenti non si va da nessuna parte. Ma rispetto a qualche mese fa il progetto di accorpare i due tribunali, quelli di Vasto e Lanciano, non può più bastare. La ridefinizione della geografia giudiziaria e le riforme in corso, come quella del procedimento civile e le maggiori competenze per i giudici di pace, ci pongono nuove sfide. È necessario interloquire con la politica e dare un nostro contributo". 

"Se i primi due aspetti sono fondamentali per ottenere il risultato finale della riapertura dei tribunali, nell’immediato c’è da fronteggiare la carenza di personale - ribadisce Progetto Lanciano - la proroga ottenuta non ci deve far perdere di vista la questione dei pensionamenti, delle assunzioni, delle piante organiche da potenziare. Non possiamo permettere che venga rallentata o fermata una macchina giudiziaria che, come dicono i numeri, qui funziona meglio che altrove. Oggi la vera sfida è continuare a chiedere con forza, al governo e ai parlamentari abruzzesi, il potenziamento della pianta organica dei nostri palazzi di giustizia, così da evitare il blocco delle attività. Altrimenti nessuna proroga salverà il nostro Tribunale dalla chiusura di fatto.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ChietiToday è in caricamento