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La Provincia rassicura: "Il ponte sul fiume Sangro è sicuro", ma viene chiuso dopo poche ore

Da anni i cittadini chiedono all'ente competente verifiche approfondite, che sono arrivate dopo la tragedia di Genova e le continue scosse di terremoto degli ultimi giorni

Chiuso in fretta e furia, dalla mezzanotte, il ponte sul fiume Sangro della strada provinciale 111, arteria importantissima dell'area frentana, perché collega Lanciano ad Atessa. La chiusura è stata disposta dal prefetto di Chieti, a seguito delle scosse di terremoto, con epicentro la provincia di Campobasso, che ieri si sono avvertite chiaramente anche nel chietino, a meno di 24 ore dal sisma della vigilia del Ferragosto. Sul posto è presente una pattuglia dei carabinieri, che si assicura che il divieto venga rispettato e che gli automobilisti imbocchino i percorsi alternativi. 

Da tempo, i cittadini che giornalmente percorrono la strada chiedono alla provincia, ente competente, di approfondire i controlli sullo stato del ponte, considerato che i piloni non hanno un aspetto rassicurante. E la richiesta è scattata con ancora più urgenza dopo il crollo del ponte Morandi, a Genova, a cui è seguito l'allarme di Legambiente sui ponti abruzzesi.  

Intanto il presidente della Provincia, Mario Pupillo, in una nota congiunta con il funzionario tecnico Paola Campitelli, ha spiegato che 

la Provincia di Chieti, già dai primi anni ’90 ha avviato una costante attività di monitoraggio e controllo della struttura mediante periodiche verifiche a vario livello da parte del Settore 2, diretto dall’ingegner Carlo Cristini. Nonostante le ristrettezze economiche che hanno interessato le Province negli ultimi anni, nel 2014 la Provincia ha affidato alla Società Labortec srl una specifica campagna di indagini per effettuare sondaggi, prelievi, analisi, misurazioni e prove sui materiali della struttura. Dal rapporto conclusivo in ordine alla rispondenza statica e sismica del ponte alle vigenti normative, redatto dal laboratorio Labortec srl, si evince che "le verifiche effettuate hanno consentito di raggiungere un accurato livello di conoscenza della struttura (LC3 – rif. Paragrafo 4.1 NTC 2008) accertando il comportamento statico della struttura”. 

Tuttavia è indubbia la necessità di eseguire interventi finalizzati ad accrescere le caratteristiche strutturali del ponte (rafforzamento locale, miglioramento sismico), in relazione all’epoca di realizzazione e alle cogenti normative in materia sismica.

Quanto alla preoccupazione dei cittadini, nata dal disallinamento dei manicotti alla base dei pilastri, stando alle rassicurazioni dell'ente 

sono ininfluenti sulla staticità del ponte, costruito con la tecnica “palo-pila” negli anni Sessanta dal Consorzio di Bonifica con fondi della Cassa del Mezzogiorno. 

La Provincia monitora periodicamente le infrastrutture strategiche di proprietà: nel caso in questione, ha programmato per questo anno una nuova ricognizione da parte di società specializzate sullo stato di conservazione del ponte da confrontare con le risultanze già note.

Inoltre, in relazione alla cronica, drammatica, mancanza di fondi per la manutenzione delle strade e delle relative infrastrutture, la Provincia nel marzo 2018 ha inoltrato alla Regione una specifica richiesta di poter disporre delle somme residue, pari ad 438.211,55 euro di cui al programma regionale delle verifiche previste dal D.P.C.M. 05.03.2007, per la realizzazione di primi interventi di sistemazione del “Ponte Nuovo” sulla S.P. n. 111, strettamente necessari per la conservazione nel tempo dell’opera. 

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