Ennesimo scacco al lavoro: chiude lo stabilimento di lattine a San Martino sulla Marrucina

Fulmine a ciel sereno per i 70 dipendenti e i 15 impiegati nei servizi, che qualche giorno fa hanno ricevuto l'annuncio della delocalizzazione. I sindacati promettono battaglia e indicono uno sciopero per lunedì

L'azienda chiusa da un giorno all'altro, 70 dipendenti e 15 persone occupate nei servizi senza lavoro nel giro di qualche ora. Questo è quanto accaduto alla Ball srl di San Martino sulla Marrucina, in localtà Campotrino, qualche giorno fa, come denunciano le segreterie provinciali Fiom e Fim, che hanno proclamato per lunedì 15 ottobre uno sciopero di 24 ore, con un'assemblea davanti i cancelli alle ore 9 e l'incontro con la stampa alle 10. Commentano i sindacati: 

Non esiste una modalità più barbara e irrispettosa di questa.

Nel paese alle pendici della Majella, lo stabilimento leader nella produzione di lattine per bevande esiste dal 1981 e oggi dà lavoro a 70 persone. Ma, denunciano i sindacati, da qualche tempo i vertici hanno lasciato sospettare qualcosa, pur senza mai dichiarare apertamente le intenzioni reali: 

Negli ultimi mesi questa azienda ha avuto strani atteggiamenti, quasi sempre provocatori, utilizzando diverse modalità, privilegiando spesso quella del silenzio. Nei fatti non hanno mai voluto risponderci sul futuro dello stabilimento, nemmeno a fronte di un rinnovo della contrattazione di secondo livello senza pretese di aumenti da parte dei lavoratori che chiedevano esclusivamente investimenti e tranquillità. Hanno dato più volte la sensazione di essere alla ricerca dello scontro stimolandoci a scioperare: molto probabilmente erano alla ricerca premeditata di un elemento scatenante che potesse giustificare le loro future azioni e per poter così attribuire le responsabilità alle lavoratrici e ai lavoratori.

Accuse pesanti, a cui si aggiungono considerazioni sulla volontà di delocalizzare l'azienda 

in maniera del tutto ingiustificata sia sotto il profilo produttivo che economico, lo stabilimento in oggetto ha addirittura un costo fisso più basso di altri.

Mercoledì, in tarda mattinata, il presidente della Ball Beverage è arrivato nello stabilimento di San Martino scortato da guardie armate, ha convocato una riunione in mensa per le ore 14, e nel corso di questo incontro ha annunciato la chiusura dello stabilimento. In quei minuti, l'azienda ha fatto recapitare alle organizzazioni sindacali, tramite Pec, la procedura di riduzione di personale per tutti i 70 dipendenti. Lamentano i sindacati:

Un film già visto in Honeywell quello che oggi viene riproposto a San Martino sulla Marrucina dalla Ball, addirittura forse con un livello più basso.
La Ball ci spiegherà al tavolo le proprie motivazioni e noi gli spiegheremo e anticipiamo che venderemo molto cara la pelle con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione e tutti quelli che riusciremo ad inventarci.

Questi licenziamenti devono essere ritirati, la chiusura dello stabilimento determinerà anche la fine di una piccola comunità come quella di San Martino sulla Marrucina, nonché del territorio circostante, privo di altre fonti di reddito. Facciamo un accorato appello alle istituzioni, chiediamo il massimo sforzo di tutti per evitare che l' ennesima multinazionale in salute lasci questo territorio dopo averlo sfruttato, semplicemente alla ricerca di una tasca più piena.

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