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la lettera della Asl (Andrea Russo)

la lettera della Asl (Andrea Russo)

Asl di Chieti: le emergenze di Chirurgia vascolare dirottate a Pescara

La lettera shock della Asl di Chieti: da aprile, dalle 8 di ogni sabato mattina fino alle 8 di mattina dei successivi lunedì e nei giorni festivi, i pazienti che avranno urgenze cardio-vascolari e si rivolgeranno al "SS. Annunziata" verranno mandati a Pescara

Tempi durissimi per le Asl e soprattutto per i pazienti. Dal primo aprile, nei fine settimana e nei giorni festivi l’ospedale di Chieti non sarà più in grado di fronteggiare le emergenze-urgenze di Chirurgia vascolare che, pertanto, saranno dirottate a Pescara.

E’ scritto in una circolare inviata dai dirigenti medici Giuseppe Mariotti, Fernando Di Vito e Pasquale Flacco ai loro omologhi pescaresi lo scorso 27 marzo.

Nel documento, segnalatoci dal giornalista Andrea Russo, si dice chiaramente che dalle 8 di ogni sabato mattina fino alle 8 di mattina dei successivi lunedì, i pazienti che avranno urgenze cardio-vascolari e si rivolgeranno all'ospedale di Chieti verranno mandati a Pescara. Ciò avverrà anche in occasione delle festività. Anche i pazienti con problemi al cuore che verranno trasportati materialmente al pronto soccorso del ‘Santissima Annunziata’ non verranno accettati e dovranno essere condotti all'ospedale ‘Santo Spirito’.

Il provvedimento parte dal primo aprile fino a nuova disposizione ed è la drammatica conseguenza di tagli sempre più atroci a danno dei reparti ospedalieri, dove i medici sono costretti a turni massacranti per sopperire alla mancanza di personale. E' facile intuire le conseguenze di questa situazione: persone che rischiano la vita potrebbero perderla per il tempo maggiore necessario per raggiungere Pescara da Chieti.

Inoltre i medici di Pescara, già allo stremo delle forze per turni già estenuanti, rischierebbero di non essere in grado di far fronte all'emergenza.

Vi sono testimonianze da parte di addetti ai lavori di Pescara e Chieti che danno una versione dei fatti allarmante: "Le unità di Chirurgia Cardio-vascolare di Pescara e Chieti sono al collasso, non  è più possibile erogare un servizio sicuro ed efficiente. A Chieti vi sono 4 chirurghi di tale reparto affiancati da 6 specializzandi. A Pescara vi sono 5 chirurghi. Siamo costretti a dare una media di reperibilità di 14 volte al mese fino ad arrivare ad oltre 20 turni in cui bisogna essere disponibili per operare.

La legge dispone che non si debba dare tale consenso oltre le 10 volte al mese. Spostare i pazienti nel week end solo a Pescara vorrebbe dire rendere impossibile erogare il servizio, con gravi rischi per la sopravvivenza dei pazienti. Un medico stanco lavora peggio e i rischi di errori aumentano".
 

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