Cronaca

La legge impone l'eliminazione, ma a Chieti ci sono ancora troppe barriere architettoniche

Il consiglio comunale aveva approvato una mozione che impegnava l'amministrazione a redigere, entro il 30 giugno scorso, il piano di eliminazione delle barriere architettoniche

Chieti non è una città a misura di diversamente abile. A un anno dall'entrata in vigore della legge che stabilisce l'obbligo di eliminare le barriere architettoniche, infatti, la città non si è ancora adeguata. Continuano ad esserci troppi ostacoli per chi si muove in carrozzina o è non vedente. 

Una “negligenza istituzionale gravissima da parte dell’amministrazione comunale - accusa il consigliere di Giustizia Socaile Bruno Di Paolo - che, incomprensibilmente, continua a fare orecchie da mercante alle sollecitazioni per  la predisposizione del piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche, arrivate con forza non solo dalle associazioni di categoria ma anche dal consiglio comunale".

Il 25 settembre dell'anno scorso, infatti, l'assise civica approvò la mozione presentata dallo stesso Di Paolo che impegnava sindaco e giunta a redigere il Peba, Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche della città di Chieti con la massima urgenza, e comunque, non oltre il 30 giugno 2016. Il documento impegnava anche a disporre il termine per l’eliminazione di tutte le barriere architettoniche entro tre anni dalla predisposizione del Peba. 

Ma, quattro mesi dopo quella scadenza, non ci sono state iniziative utili alla redazione del Piano o a migliorare la vita in città delle persone disabili.

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