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"Di Primio rifiuta la statua di Padre Pio": l'opera va altrove

Il Comune rifiuta l'opera benedetta da Papa Giovanni Paolo II e donata dal professor Gianmichele Finarelli che si sfoga: "La darò ai comuni vicini, che sapranno meglio apprezzare"

Un regalo prestigioso ma non accettato, secondo quanto riferisce il professor Gianmichele Finarelli che aveva riservato alla città di Chieti una statua di San Pio benedetta da Papa Giovanni Paolo II, da posizionare preferibilmente in piazza San Giustino. L’intento era dare lustro alla piazza e creare i presupposti per  attivare in qualche modo un piccolo flusso turistico – religioso in centro storico.

La terza copia delle prestigiosa opera (la prima è custodita nei Musei Vaticani) era nelle mani del professore teatino e presidente del Club Auto Storiche Italiane che nel 2002 la acquistò alla Festa di Santificazione di Padre Pio a Roma. Ma a quanto pare il Comune di Chieti non avrebbe intenzione di ospitare il bassorilievo.

“Nella mattinata del 12 gennaio mi è stato comunicato dallo staff del sindaco che questi non è disponibile alla posa in opera della statua di San Pio, nel cui basamento è prevista una nicchia idonea ad alloggiare il bassorilievo in questione – racconta amareggiato Finarelli, che ha inviato una lettera al primo cittadino – Non mi è stato spiegato se il Comune è contrario alla statua, ovvero al luogo da me suggerito per il suo posizionamento (piazza San Giustino), o se l’amministrazione desidera accettare il solo bassorilievo, ma senza la statua. In ogni caso credo che la decisione danneggi la città di Chieti”.

Il presidente del Club Auto Storiche ha anche mandato copia delle missive inviate al sindaco ai capigruppo del Consiglio Comunale in cui comunica, vista l’indisponibilità ad accettare il dono offerto alla città di Chieti, di attivarsi al più presto per trovare al manufatto una collocazione degna della sua importanza. “La mia purtroppo non più verde età e le mie condizioni di salute mi impongono di trovare con urgenza un’adeguata sistemazione al bassorilievo – fa sapere ancora Finarelli -  rivolgendomi a quei comuni a noi vicini, che sapranno meglio apprezzare il mio dono. Con profondo rammarico ed incredula delusione”.
 

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